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MoscardelliKeisel

 

La puntata di oggi è dedicata ai rapporti familiari. È durato poco più di 100 metri l’esordio da professionista di Luca Marini. Il fratellino di Valentino Rossi è uscito alla prima curva di Misano prendendo una botta al sedere, sia in senso fisico che metaforico. Non sarà facile vivere all’ombra di un campione e la genetica ancora non ha dato risposte concrete sul perché stessi cromosomi danno risultati diversi.

Dai gemelli Da Milano nella marcia ai Mahre nello sci, c’è sempre stato un Alfa e un Beta. Tralasciando i fratelloni Abbagnale, che “lavoravano” in coppia, Simone Inzaghi è stato un discreto giocatore, ma niente a che vedere con Pippo; Giuseppe Baresi è stato un onesto difensore, Franco un mostro. La lista potrebbe andare aventi per tutto l’articolo. È più facile che il talento si trasmetta da padre in figlio, come nel caso di Sandro Mazzola, di Paolo Maldini, di Tania Cagnotto, di Joakim Noah, per citarne alcuni. Altre volte il talento si dimentica la strada di casa, come nel caso del figlio di Re Diego, che stava al calcio come Superman alla Kryptonite; Altre ancora il talento si diffonde in tutta la famiglia, come nel caso dei Mattews: nonno Clay ha giocato nell’NFL negli anni ’50, i figli Bruce e Clay Jr. hanno disputato 19 campionati tra i professionisti (anche in questo caso Clay Jr. è stato un discreto difensore per Cleveland, mentre Bruce uno dei migliori uomini di linea d’attacco di sempre), 3 nipoti giocano a Green Bay, Philadelphia e Washington e altri ancora sono pronti a proseguire la dinastia a livello universitario.

Anche Payton ed Eli Manning sono fratelli: entrambi giocano quarterback, uno a Denver (ho scritto di lui un paio di volte) l’altro a New York. Tra poche ore si disputerà il terzo “Manning Bowl”, che potrebbe essere l’ultimo vista l’età di Payton. I suoi Broncos sono tra i favoriti al titolo e non escluderei un ritiro dopo la finale come è ormai abbastanza comune in questi ultimi anni.

Non erano parenti ma il loro legame era molto forte, per cui mi ha commosso sapere che Giorgione Chinaglia, grazie anche all’aiuto di alcuni suoi storici compagni di squadra, è tornato a casa e riposerà nella tomba di famiglia del suo amico – allenatore Tommaso Maestrelli. Un bel gesto da parte degli amici, così come è stato bello vedere che alcuni tifosi sono andati a tributare un ultimo saluto a “Long John”.

Chiudo questa puntata con la rubrica “separati alla nascita”: da qualche tempo i tabloid sportivi si interessano al bomber del Bologna Davide Moscardelli e alla sua barba. La cosa mi fa molto piacere perché non se ne può veramente più di questi calciatori tutti uguali; non puoi giocare in serie A se non hai la cresta, i tatuaggi e il petto depilato. Andando a spulciare le foto del “Mosca” mi sono accorto di una somiglianza impressionante col defensive end dei Pittsburgh Steelers Brett Keisel (anche se Davide è 1,85 per 80 Kg mentre Brett è 1,96 per 129 !). I due sono accomunati dal carattere estroverso e anticonformista che ne fanno degli autentici antieroi e inevitabilmente dei beniamini dei tifosi.

 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano