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Zoe552010

Il periodo intercorso dal mio precedente articolo a quello che state leggendo è stato pregno di avvenimenti sportivi extracalcistici molto importanti.

Su tutti le Olimpiadi invernali di Sochi, precedute da roventi polemiche a seguito delle dichiarazioni contro gli omosessuali da parte di Putin e dagli attentati che hanno seminato il panico in tutta la regione del mar Nero.

Alcuni attenti osservatori dichiarano che sembra di assistere ad una guerra fredda sportiva tra il blocco Sovietico e quello occidentale, capitanato dagli Stati Uniti (che avevano addirittura minacciato il boicottaggio) come alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980. Come allora si è assistito ad una battaglia tra le 2 superpotenze sul ghiaccio del campo da hockey e, come allora, gli yankee l’anno spuntata. (quella del 1980 è stata una partita dall’importanza storica enorme; un confronto tra un Golia Russo proveniente da 4 ori olimpici consecutivi ed un Davide a stelle e strisce formato solo da giocatori universitari. Chi volesse saperne di più guardi Miracle, meraviglioso film con Kurt Russel nel panni di Herb Brooks, il coach della squadra Americana).

E gli Italiani ? la spedizione azzurra se la sta cavando dignitosamente – lo scrivo mentre Nadia Fanchini finisce 4° nel gigante femminile andato alla Slovena Tina Maze, dopo che alla fine della prima manche era sull’ultimo gradino del podio.

Due sono i nomi che brillano tra i nostri atleti: Arianna Fontana e Armin Zöggeler.

La pattinatrice Valtellinese è la reginetta Azzurra di queste Olimpiadi Russe con tre medaglie all’attivo nello short strack. L’ultima in ordine di tempo quella di bronzo della staffetta, specialità che chi vi scrive ama profondamente a prescindere dalla disciplina sportiva (può essere in una pista d’atletica, in acqua o, come in questo caso, sul ghiaccio) in quanto combina la bellezza dello sport singolo col cameratismo tipico del gioco di squadra. Venerdì ci sono i 1000 mt: sognare un poker non costa nulla !

Dello slittinista Altoatesino si è già scritto tanto, ma forse non abbastanza per un’atleta che ha riscritto il libro dei record di questo sport, nel quale è considerato il migliore di tutti i tempi (si potrebbe definirlo il Maradona dello slittino !).

Cresciuto in un maso sperduto tra le montagne, il piccolo Armin usa la slitta fin da bimbo per raggiungere la scuola che dista 3 km da casa. A 15 anni è già un talento; a 20 vince la prima medaglia Olimpica. Oggi, a 40, porta a casa la 6°, in 6 edizioni. Nessun atleta in nessuna disciplina ha mai vinto tanto. Aggiungiamoci 16 medaglie mondiali e 18 europee e ne viene fuori il ritratto di un campione con la C maiuscola.

Chiudo l’articolo spostandomi dall’altra parte dello stretto di Bering dove il nostro Marco Belinelli ha vinto, primo Italiano a compiere tale impresa, la gara di tiro da 3 punti all’All Star game. La guardia degli Spurs dimostra di essere uno dei migliori “cecchini” del pianeta. Complimenti a lui e agli atleti che ci rendono fieri di loro !

 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano