ALTRE PALLE. “Full Fiorito”: “Kobe Bryant come Javier Zanetti”

Il weekend oltre oceano è stato ricco di avvenimenti interessanti, ma la notizia che mi ha fatto più piacere leggere riguarda il campionato di calcio Italiano; non la serie A, che mi pare abbia già detto quasi tutto quello che aveva da dire (già da un po’), ma la terza categoria, dove, in provincia di Novara, la squadra di casa, per problemi di organico, si presenta in campo in 9. L’allenatore della squadra ospite, lo Sporting 2001, (citazione obbligatoria) al quale evidentemente non piace vincere facile, chiede all’arbitro se anche la sua squadra può schierarsi in 9. Visto che il regolamento non ha controindicazioni in merito la partita si svolge all’insegna del fair play. Una bella storiella di provincia che ci ricorda che in fondo, interessi, passioni e soldi a parte, il calcio è un gioco. Per la cronaca, lo Sporting ha vinto comunque 5 a 2 !

Passiamo allo sport a stelle e strisce perché nel fine settimana a New York si è svolto il Draft dell’NFL; la scelta da parte dei club dei nuovi prospetti dalle università di tutta America. La grande novità di quest’anno è che i club si sono spinti oltre i confini nazionali. Ragazzi Inglesi, Ghanesi, Tedeschi e Bielorussi hanno sgomitato per farsi largo tra coloro che sognavano di giocare tra i professionisti; e siccome i sogni non hanno né dogane né confini ce l’hanno fatta. Il primo è stato Ziggy Ansah, da Accra, un posto che avrà visto tanti palloni da football quanti sci da fondo. Ma questo ragazzone di 1.96 per 123 Kili, arrivato in America per giocare a basket dopo un passato da calciatore dilettante, si è ben distinto a livello di college ed è stata la quinta scelta assoluta di questo Draft. Giocherà per Detroit. Un'altra nota interessante è stata la pressoché mancanza di quarterbacks scelti al primo giro. Non era mai accaduto che ne venisse scelto uno solo, e nemmeno il più pronosticato (tale Geno Smith, che è finito ai Jets al secondo giro, per la gioia di Tim Teabow).

Dal football off season passiamo al basket giocato perché sono partiti col botto i play off dell’NBA. La prima squadra a soccombere sono stati i Los Angeles Lakers orfani di Kobe Bryant, il cui infortunio al tendine d’Achille (lo stesso accorso al capitano dell’Inter Xavier Zanetti. Mi spiace molto perché entrambi sono due bandiere dall’enorme etica sportiva) ha pregiudicato una stagione nata male per la franchigia Californiana e finita peggio con la bruciante sconfitta per 4 a 0 con San Antonio.

Altra tegola è caduta sulla testa di Russell Westbrook, una delle stelle degli Oklahoma City Thunders, il cui ginocchio ha fatto crack. Da notare che Westbrook in tutta la sua carriera non aveva mai saltato una partita. Con la sua perdita i finalisti della scorsa stagione, in vantaggio per due partite a zero nel corso dei play off, vedono le loro chance di arrivare in fondo diminuire drasticamente. Quelle di Miami invece procedono stabili dopo che Lebron James e compagni si sono masticati in quattro partite i Milwaukee Bucs. Che si prospetti un back to back come nel nostro  campionato di calcio ?

 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano

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