IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “Olivera la nota stonata, ma c’è n’è anche un’altra…”
IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO
PRIMA NOTA STONATA
OLIVERA E LA FASE DIFENSIVA: Che il Napoli fosse a corto di personale in fase difensiva era universalmente noto. Ma, pur nel contesto di una gara in cui la squadra di Fabregas si è dimostrata in tutto superiore a quella di Allegri, è francamente inaccettabile che i due gol della vittoria del Como derivino da due lacune individuali gravi. In altre parole, da due regali espliciti. Nel primo caso, l’uruguaiano ha dimostrato di non aver mai appreso totalmente la lezione di non anticipare mai gli avversari più rapidi di lui: è, infatti, la seconda volta che ciò avviene con un cliente scomodamente tecnico come Assane Diao, dopo l’esperienza del Sinigaglia nel febbraio 2025 in occasione dell’altra vittoria che il Como è riuscito ad ottenere ai danni del Napoli nel corso della sua storia. E, per non farsi mancare nulla, anche nella scorsa stagione il buon Mathi si era lasciato superare in corsa analogamente da Norton-Cuffy in Napoli-Genoa, nell’azione da cui nacque lo 0-1 di Ekhator. Non merita, tuttavia, neanche commento quello di Anguissa (che non è neanche un difensore, e si vede) in occasione della rete del nuovo vantaggio dei lariani. La domanda è: potrà mai spiegarsi tutto ciò con la ovvia e scontata motivazione della non ancora raggiunta condizione atletica ottimale? Voto 4 a tutti i difensori.
SECONDA NOTA STONATA
LA PRODUZIONE OFFENSIVA CHE NON ACCENNA A MIGLIORARE: Se, a differenza della gara di Marassi, il tecnico dichiara di aver visto miglioramenti sul piano della produzione offensiva grazie al colpo di testa di Lang e alla conclusione in equilibrio precario di Olivera, beh forse il buon Max sembra propenso ad accontentarsi in maniera un po’ troppo facile. Oltre alla rete da centravanti vero del tanto vituperato e stimolato Rasmus, infatti, gli azzurri hanno di fatto prodotto ancora un numero estremamente esiguo (se non nullo) di occasioni da gol, soprattutto nell’improvvisato “assalto finale” guidato da un improbabile e spompato Politano a destra, un Alisson ancor meno efficace di Lang, e da un Neres che ha rivisto il campo dopo sette mesi in un ruolo per giunta non suo. E questa doveva essere la squadra con gli esterni più numerosi e pericolosi della Serie A? E se anche qui c’entra la condizione fisica, perché allora non dare in questa fase finale della gara la chance al giocatore più in forma della rosa, quale è Antonio Vergara, di mettere a disposizione della squadra un po’ della propria imprevedibilità ?
31/08/2026
Alessandro Pazzanese
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