OLIMPIADI AZZURRISSIME. Full Fiorito: “Il trionfo di Bolt, la squalifica di Schwazer, la vittoria di Pistorius, le lacrime della Cagnotto…”

Mi stavo accingendo a scrivere alcune delle belle storie di questa Olimpiade, dai 10 secondi scarsi con cui Bolt si è ripreso lo scettro dei 100 metri, ai 140.000 Km percorsi in risciò dalla Cina a Londra da un appassionato per vedersi le Olimpiadi, quando la notizia, rimbalzata nell’etere, mi ha colpito come un pugno in faccia: Alex Schwazer, il marciatore Altoatesino, faccia da bravo ragazzo, testimonial di merende per bambini e fidanzato di un’altra grande dello sport Italiano, Carolina Costner, è stato trovato positivo al doping e subito espulso dal villaggio Olimpico.
La notizia è ancora più grave se si pensa che nella prima settimana di giochi, dopo migliaia di controlli, nessun atleta era stato trovato positivo. Si scriveranno ora fiumi di parole sui motivi, sulle conseguenze e sull’immagine dell’atleta, senza tener troppo conto della persona (che ora passerà anche dei guai a livello penale): la stampa va a nozze con questo tipo di notizie. Il presidente Petrucci, che non ha perso un attimo e prendere la decisione di espellere e allontanare Alex dai giochi, ha dichiarato che è meglio avere una medaglia in meno (Schwazer era uno dei favoriti nella 50 Km di marcia) ma un movimento sportivo pulito. Sono parole che gli fanno onore ma non cancellano la tristezza di un gesto che vanifica e chiude la carriera di un atleta che per anni ha inseguito un sogno e che per conseguirlo ha scelto la via più facile.
Ritorniamo a parlare di sport, che è meglio. Alzi la mano chi non ha visto la finale dei 100 metri: è il culmine di ogni Olimpiade, la ciliegina sulla torta, l’attimo in cui il mondo si ferma e trattiene il fiato per dieci secondi. Quattro anni, svariati milioni di dollari, e una finale mondiale buttata via malamente dopo, Usain Bolt ricorda a chi se ne fosse dimenticato, o avesse dubitato, che è lui il Re di Londra. Medaglia d’oro col 2° tempo di sempre (record olimpico) in attesa dei 200 metri che promettono scintille.
Non voglio sembrare melenso, anzi trovo che tutte queste lacrime sul podio siano un po’ troppo da libro cuore, ma una delle immagini che mi ha più commosso in questi giorni è stato l’abbraccio con scambio di pettorale tra il diciannovenne Kirani James, che il giorno dopo avrebbe vinto la medaglia d’oro nei 400 (la prima per lo stato di Grenada) e il veterano Oscar Pistorius, ultimo in semifinale, che come ho già avuto modo di scrivere, la sua Olimpiade l’ha già vinta. Dalle lacrime di gioia a quelle di delusione, quelle di Tania Cagnotto, rimasta ai piedi del podio nei tuffi per soli 20 centesimi di punto. Spero con tutto il cuore che non si scoraggi e ci riprovi: alla sua età 4 anni non sono pochi, ma si merita di coronare una carriera Olimpica cominciata a quindici anni, con una medaglia. Chiudo con 2 sport che stanno vivendo momenti diametricalmente opposti: da un lato la Scherma, capace di vincere il 70% delle medaglie in palio e portata giustamente in trionfo da tutto lo stivale, dall’altro il nuoto, reduce da una delle peggiori prestazioni Olimpiche di sempre, non solo a livello di risultati, ma anche di atteggiamenti. Le due facce della stessa medaglia.

Giuseppe Full Fiorito

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano.

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