OLIMPIADI AZZURRISSIME. Full Fiorito: “Tante medaglie per un piccolo miracolo italiano”
La testa e il cuore sono ancora pieni dei suoni e dei colori che hanno pervaso la serata di chiusura di questi giochi Olimpici d’Albione. L’immagine più bella è quella di tutti gli atleti di ogni colore stato e religione, che ballano insieme festeggiando, alcuni con la medaglia orgogliosamente al collo, tutti col sorriso e la gioia negli occhi. Questo è lo sport al suo stadio più alto e puro.
Il bilancio di questa Olimpiade azzurra ? a mio modesto parere ce la siamo cavati più che dignitosamente: ci avevano pronosticati 9° e siamo arrivati 8°, con 1 medaglia in più del previsto. Per essere uno stato geograficamente piccolo, con delle infrastrutture indecenti e una cultura sportiva unidirezionale abbiamo fatto un piccolo miracolo. Certo, come ogni Olimpiade, sono venute a mancare delle medaglie che si davano per scontate, ma ne sono saltate fuori altre impronosticabili. Alcune discipline si sono confermate ai vertici mondiali, la scherma su tutte, altre stanno vivendo anni di crisi, vedi l’atletica leggera. Alcuni atleti simbolo hanno deluso (leggi Federica Pellegrini) altri si sono confermati grandi campioni e sono stati affiancati da nomi sconosciuti che sono saliti alla ribalta mondiale per poi ricadere nel dimenticatoio quando riaprirà il campionato di calcio.
A livello assoluto rimarranno indelebili i trionfi di Bolt, le vittorie di Phelps, i record mondiali crollati (devastanti quelli delle staffette veloci maschile e femminile) ma a me piace ricordare alcuni momenti umani che hanno nobilitato questi giochi e che mi hanno commosso. Li elenco qui sotto in rigoroso ordine sparso.
– Larissa Latynina, leggendaria ginnasta Russa detentrice del precedente record di Medaglia Olimpiche, che paga di tasca sua il biglietto per entrare all’aquatic center e congratularsi di persona con Michael Phelps che la sorpassa, andando a quota 22.
– Gigi Mastrangelo e Ivan Savani i quali si presentano alla cerimonia di premiazione del bronzo Olimpico con la maglia azzurra del loro amico Vigor Bovolenta.
– Misty May, la beacher Americana che annuncia il ritiro dopo 3 ori olimpici, senza aver MAI perso un match e che prima di una partita, di soppiatto, ha sparso le ceneri della madre sul campo di gioco (stesso rito compiuto da un triplista prima del bronzo di Donato).
– L’abbraccio già citato tra Kirani James, giovane vincitore dei 400 piani che chiede in ricordo il pettorale ad Oscar Pistorius, atleta paraolimpico che ha corso fianco a fianco agli atleti “normodotati” con gli arti artificiali.
– Usain Bolt, che all’arrivo dei 200 piani (a una velocità di circa 40 Km/h) trova il tempo di zittire con un gesto l’amico rivale Yonah Blake, e con lui il mondo che si era azzardato a mettere in dubbio la sua superiorità (nota polemica – sia nei 100 che nei 200 Bolt non ha spinto sino in fondo, mentre nella staffetta si: non sarà perché se fa il record durante una tappa di coppa del mondo gli sponsor lo pagano ?)
– diverso l’arrivo di Carmelita Jeter nell’ultima frazione della staffetta 4×100 donne. L’atleta Americana negli ultimi 10 metri corre indicando il tabellone elettronico che sta scandendo il nuovo primato mondiale sulla distanza, abbattendo il muro dei 43”
– a proposito di arrivi, commoventi quelli dell’Etiope Meseret Defar, che dopo aver tagliato per prima il traguardo dei 5000 tra le lacrime estrae dal pettorale un santino della Madonna e quello di Felix Sancez, Domenicano vincitore dei 400 ostacoli che dal pettorale tira fuori la foto della nonna.
– in tema di ostacoli fa pensare la storia del Cinese Liu Xiang. A pechino era favorito per l’oro ma si rompe il tendine d’Achille prima della finale. In quattro anni si rimette in sesto e impara a passare l’ostacolo con l’altro piede d’appoggio. Si qualifica per la finale ma si rompe l’altro tendine: in entrambe le Olimpiadi aveva lo stesso numero di pettorale !
– Mauro Sarmiento, vincitore del bronzo nel taekwondoo che aiuta l’avversario claudicante ad uscire dal quadrato di gioco (prima lo azzoppa e poi lo aiuta).
– le atlete Saudite, prime nella storia, che esultano all’arrivo anche se hanno 40” di ritardo rispetto alle prime. La loro partecipazione alle Olimpiadi è una delle vittorie più importanti di questi giochi.
Queste sono solo alcune delle tante piccole ma splendide storie che i giochi Olimpici ci hanno regalato e che ora il Tamigi si porta via. Le luci piano piano si spengono per riaccendersi a Rio tra 4 anni. Noi ci saremo !
Giuseppe Full Fiorito
Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano.
Nella foto: i campioni dell’Italia di Pallanuoto al rientro in Italia.
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