NAPOLI-MILAN. Carnevale: “De Bruyne e Modric possono indirizzare la parta, ma Conte ha anche la carta Hojlund…”
L’ex attaccante del Napoli e della nazionale italiana Andrea Carnevale ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare del match tra gli azzurri e il Milan. Di seguito le sue dichiarazioni, sintetizzate dal portale Milanpress.
Carnevale su Napoli e Milan nella lotta scudetto
«Può accadere qualsiasi cosa, come abbiamo ahimè dimostrato noi. I punti di vantaggio sono tantissimi, per me l’Inter è uno squadrone e resta la grande favorita. Ma chi sta dietro ha il dovere di provarci e soprattutto di crederci».
Sull’eventuale spareggio scudetto
«L’esperienza insegna che non è mai il caso di avventurarsi in previsioni. Però si può anche tranquillamente dire, ricordando le previsioni di agosto, che il Napoli ad organico al completo è superiore al Milan e sta al fianco dell’Inter. Poi è successo di tutto, una serie di infortuni che nessuno avrebbe potuto azzardare, ed è cambiata la scena».
Sul match del Maradona
«Tutto assieme, affidata a due grandi strateghi della panchina, gli allenatori più vincenti di questo campionato. Se il Milan è stato capace di restare sempre in scia lo deve molto al proprio allenatore; così come il Napoli, che ha avuto un’emergenza altrimenti insostenibile».
Sugli uomini chiave della partita
«Verrebbe da dire i soliti, poi dipende dalle situazioni. L’Inter ha qualcuno da recuperare e ritrovarselo per il match contro la Roma di Gasperini finirebbe per aiutare. Mi pare di capire che Napoli e Milan la giocheranno con quelli che ci sono: dunque, punto sul sicuro. La classe di Modric è indiscutibile e lui come De Bruyne è capace di indirizzare da solo una partita. Volendo, punterei sui centravanti e quello che mi sembra stia meglio di tutti ora è Hojlund».
Se ha percentuali scudetto
«Non è il caso. Però la classifica sta lì: i sei punti dell’Inter sono oro; ma Milan e Napoli o Napoli e Milan non molleranno di un centimetro. E la gara del Maradona ne eliminerà inevitabilmente una. Questa mi sembra l’unica certezza».
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