NAPOLI. Anche Conte arrivava dimesso dopo il flop con il Tottenham

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De Laurentiis con ragionato ottimismo presenta un allenatore da 6 scudetti e 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, arrivato a 2 finali di Champions League. Quattordici titoli che possono occupare mezzo foyer del San Carlo. In un‘atmosfera diversa da quella di Palazzo Reale, quando De Laurentiis fu inchiodato ai suoi rimorsi da Antonio Conte, «prendo un Napoli arrivato decimo», ripeteva. Ma con 8 elementi che gli avrebbero dato lo scudetto 2025.
Anche Conte arrivava dimesso, Era uscito nella primavera 2023 dal Tottenham per dissonanze con i giocatori. Alla fine invece è stato De Laurentiis a salutarlo con doverosa riconoscenza. Chissà quanto vera, è stato un bel momento di calcio, addio senza livori tra allenatore e presidente che si mostrano ancora amici. Pur avendo speso molto, cento milioni di disavanzo che ancora pesano tra introiti e ricavi di mercato. Si è così interrotta la serie di allenatori in fuga. Il primo Mazzarri attratto dall’Inter dell’amico Marco Fassone, Sarri sparito «perché ho deciso di guadagnare di più», il “neomelodico” Spalletti infine ce se ne va dopo lo scudetto «per amore del Napoli e di Napoli».
Cento anni sono passati, a giorni la festa, è tempo di futuro. Allegri ha le forti motivazioni di un pessimo finale, bollato dal Milan e licenziato per “inequivocabile fallimento” con Tare, Furlani e Moncada. Un flop di gruppo, quindi. Allegri ha preferito subire e tacere, perché era ormai del Napoli, perché ha litigato in carriera solo con Cristiano Giuntoli, perché è aziendalista. Lo ha definito così anche il presidente, con il rimpianto di aver detto troppe volte sì ad acquisti dissennati. Tocca ad Allegri, deve solo battere i luoghi comuni.

dall’editoriale di Antonio Corbo per Repubblica

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