NAPOLI. Hojlund sta facendo la differenza sulla scia di Osimhen e Lukaku

Rasmus Hojlund
Rasmus Hojlund

Più di Victor. Più di Romelu. Più di chi in questa città ha saputo fare la storia vestendosi da bomber dello scudetto. Un’impresa. Rasmus Hojlund, in realtà, il suo nome l’ha pure già scritto nei libri di storia napoletana: è lui l’uomo che ha portato al club di De Laurentiis la terza Supercoppa Italiana della storia. Lo ha fatto sbocciando in una notte araba. Ma non basta. A lui non basta. Perché Hojlund sa che vincere a Napoli anche quel pezzetto tricolore che già si ritrova sulla maglia vorrebbe dire consegnarsi alla storia. I numeri di questa prima parte di esperienza napoletana sono dalla sua. E quel rigore sbagliato nella notte Champions contro il Qarabag che aveva fatto storcere il naso a molti al Maradona oggi è solo un ricordo. Un ricordo costoso, visto che a fine stagione saranno versati oltre 40 milioni di euro per tenerselo stretto. E magari, chissà, trasformarlo nella nuova stella di Napoli. Il lavoro con Conte sta dando i suoi frutti. Lo dimostra il campo, prima ancora che lo score dei gol segnati. Che pure fanno la differenza, per carità. Per intenderci: fin qui (20 presenze) Rasmus ha messo insieme 9 reti tra Champions League, campionato e Supercoppa. Nelle stesse presenze, Lukaku si era saputo fermare a 7 gol, mentre Osimhen ne aveva segnato anche uno in meno. Momenti diversi, diversi attaccanti.

Gennaro Arpaia per Il Mattino 

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