IL CASO. Buongiorno, un patrimonio del Napoli e della Nazionale da recuperare al più presto
Pasquale Tina sulle pagine napoletane di Repubblica accende un focus sulla crisi di Buongiorno: “Quaranta milioni bonus compresi al Toro – questo il costo di Buongiorno – e l’inizio della storia sembrava davvero promettente. Fino a dicembre 2024 è stato probabilmente il migliore per rendimento del campionato prima di fermarsi per una frattura ad vertebra. Ma il vero snodo è stato il problema agli adduttori che lo ha colpito ad aprile. Il Napoli ha perso Buongiorno nella volata finale dello scudetto e il giocatore si è sottoposto in estate ad un intervento chirurgico per risolvere definitivamente la pubalgia. Ma il suo livello non l’ha più raggiunto. Nel corso di questa annata non ha mai convinto, alternando prestazioni sufficienti ad altre con improvvisi blackout. Il computo degli errori decisivi è assolutamente negativo. Buongiorno ha causato 4 rigori: con l’Inter nel match del Maradona, col Verona, sempre a Fuorigrotta, a Copenaghen – con una grave ingenuità nel controllo dell’avversario –e a Marassi con il Genoa, dove c’è stato un vero e proprio crollo. Buongiorno ha ciccato l’intervento dopo appena trenta secondi e Meret ha steso Vitinha, poi ha spianato la strada al momentaneo 2-2 di Colombo e a quel punto Conte lo ha sostituito cercando subito di consolare l’ex capitano del Toro, le cui lacrime in panchina hanno colpito tutti. Neanche la vittoria maturata nel finale ha migliorato il suo umore”.
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