ALTRE PALLE. Full Fiorito: “Quanti ricordi legati a Gianni Brera…”
“Ed io vedo popoli in gara leale lungo le immense interminabili vie della storia”.
Ricorda il finale di Blade Runner, ma è stato scritto 47 anni prima da una penna che ha vergato alcune delle pagine più belle del giornalismo sportivo Italiano. Si celebra tra pochi giorni infatti il ventennale della scomparsa di Gianni Brera. Dagli albori della “Gazzetta” ha raccontato di sport in bianco e nero, non solo di calcio ma di tutte quelle discipline sportive, dall’atletica al ciclismo, che passate attraverso la sua macchina da scrivere diventavano imprese epiche. Il suo stile, infarcito di citazioni classiche e proverbi Latini (a volte Latino – maccheronici) ha travalicato l’ambito sportivo, all’interno del quale è considerato colui che più di tutti ha influenzato il giornalismo del XX secolo, per approdare alla narrativa, ai romanzi e alle pièce teatrali. Innumerevoli gli aneddoti, i soprannomi e i neologismi coniati e che ancora oggi vengono utilizzati, a riprova dell’attualità di uno stile in grado di miscelare con nonchalance il Latino e il dialetto Lombardo. Mi si dice a tal proposito che sovente sulla sua tomba, a San Zenone al Po, un paesino della Padania (termine da lui coniato senza connotazioni politiche) sia facile trovare in ricordo un sigaro Toscano. Modestamente mi piace ricordarlo con un passaggio tratto da un memorabile articolo all’indomani della storica semifinale del ’70 tra Italia e Germania (il famoso 4 a 3).
“prima di costruire il ponte di Brooklyn, l’architetto che lo progetta non è affatto sicuro di esserne capace. Io stesso, disponendomi a cantare di una partita di calcio, non saprei di doverne cavare qualcosa di valido. Però la tentazione è grande”.
Con lo stesso spirito ed una briciola di quel talento mi accingo a raccontare una storia che mi ha colpito in quest’ultimo week end sportivo. La storia di Charlie Batch.
Antefatto: Pittsburgh veleggiava col vento in poppa verso i play off quando il loro quarterback titolare, un pezzo di marcantonio con un bazooka al posto del braccio si rompe spalla e costole. La partita successiva si infortuna anche il suo sostituto. Il terzo in fila è Charlie Batch. Charlie è un veterano alla sua 15° stagione: è vecchio abbastanza per aver giocato insieme a Barry Sanders, che è già nella Hall of Fame, ed il suo braccio non è più quello di una volta. Il suo cuore invece non è invecchiato, o se lo è, lo ha fatto come il vino buono. In quella che potrebbe essere stata la sua ultima partita da titolare nei professionisti Charlie ha giocato come se fosse la sua ultima partita da titolare nei professionisti. Il referto finale dice 276 yards passate: la sua statistica migliore dal 2001, quando giocava titolare per Detroit. Da allora sono passati anni. Anni di botte e di infortuni, e piano piano da titolare è passato secondo e poi terzo. A 37 anni pochi possono permettersi di essere ancora dei campioni (nel calcio mi vengono in mente Beckham, Totti e pochi altri). Ma domenica Charlie ha giocato da campione, passando, correndo e bloccando come un titolare al primo anno.
Lui è la ragione se Pittsburgh è ancora in corsa per i play off e se io amo questo sport.
Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano
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