ALTRE PALLE. Full Fiorito: “Beppe Viola, che grande giornalista…”

La rubrica odierna è dedicata ad uno dei più grandi giornalisti sportivi Italiani di sempre: cade in questi giorni infatti il trentennale della scomparsa di Beppe Viola.
Giornalista, scrittore, autore e umorista (ha contribuito coi suoi testi alla nascita del Derby, il locale Milanese culla del cabaret da cui sono salpati per il successo Boldi, Teocoli, Villaggio e Abatantuono, solo per citarne alcuni. La trasmissione Quelli che il calcio è un tributo ad una sua canzone scritta con l’amico di sempre Enzo Jannacci). Era dotato di una mente acuta che spaziava in tutte le direzioni guidata da poetica ironia. Scomparso a soli 43 anni durante il montaggio della partita Inter – Napoli, venne da Gianni Brera ricordato con un necrologio che passò alla storia.
“(…) Era nato per sentire gli angeli e invece doveva, oh porca vita, frequentare i bordelli (…) povero vecchio Pepinoeu ! batteva con impegno la carta in osteria e delirava per un cavallo modicamente impostato sulla corsa; tirava mezzo litro e improvvisava battute che sovente esprimevano il sale della vita. Aveva un humour naturale e beffardo: una innata onestà gli vietava smancerie in qualsiasi campo si trovasse a produrre parole e pensiero. Lavorò duro, forsennatamente, per aver chiesto alla vita quello che ad altri sarebbe bastato per venirne schiantati in poco tempo. (…) la sua romantica incontinenza era di una patetica follia. Ed io, che soprattutto per questo lo amavo, ora ne provo un rimorso che rende persino goffo il mio dolore…”. Ciao Beppe, sé vedùm.
Circa un decennio dopo la scomparsa di Viola, sbarcava nella Milano da bere un ragazzotto Americano che io ho odiato tanto, per poi finire per ammirarlo molto. Il suo nome è Mike D’Antoni. Per anni play dell’allora Billy Milano, dopo una discreta carriera nell’NBA ha guidato il team Meneghino a 5 scudetti e svariate coppe, tra le quali la Korac e la Intercontinentale. Il mio livore nei suoi confronti era dettato dal fatto che durante le sue cavalcate vittoriose sovente travolgeva la Pepsi Caserta, che io tifavo incurante degli sfottò da parte dei miei compagni di classe. Non è un caso che Caserta, che nel frattempo si chiamava Phonola (non mi è mai andato giù che le squadre di basket o di pallavolo si chiamino con il nome dello sponsor. Mica si dice l’acqua Lete Napoli !) abbia dovuto aspettare, oltre la crescita degli scugnizzi Nando Gentile e Vincenzino Esposito, anche il ritiro di D’Antoni, mai degnamente sostituito dal pur bravo “papero” Montecchi.
Passati gli anni in canottiera Mike diventa coach; prima in Italia, dove prende anche la cittadinanza, e poi tra le stelle dell’NBA. Dopo aver guidato Phoenix, coi quali vince il titolo di allenatore dell’anno nel 2005, e New York, è notizia dell’ultim’ora che Mike D’Antoni è stato preferito a Phil Jackson per guidare i Los Angeles Lakers. Motivo in più per tifare la franchigia Californiana. Alla prossima !

Giuseppe Full Fiorito

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano

20121114-011802.jpg

Condividi questo articolo:

Commenti