ALTRE PALLE. “Full” Fiorito: Special Olympics, finali Nba e hockey
“Fa' che io vinca, ma se non potrò vincere, fa' che sia coraggioso nel provarci”. Questo è il motto di Special Olympics, l’associazione sportiva internazionale, fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver, che organizza eventi sportivi per persone con disabilità intellettiva. Nel mondo sono 180 i paesi che aderiscono al programma Special Olympics e circa 2 milioni e mezzo gli atleti che competono in una decina di discipline sportive. In Italia, dove è riconosciuta come associazione benemerita, ogni anno si organizzano Giochi a carattere regionale e nazionale.
Quest’anno ho la fortuna di assistere ad una di queste kermesse in quanto si tiene in Sardegna, nel resort dove lavoro. È commovente vedere questi ragazzi dare l’anima in campo e contagioso è il loro entusiasmo. Mi sono reso conto di essere al cospetto dello Sport nella sua forma più pura.
Un grande abbraccio va a questi atleti ed un enorme complimento va al comitato organizzativo, per maggior parte composto da volontari (persone eccezionali che instaurano un rapporto simbiotico unico con i “loro” ragazzi) che si fa in quattro per far sì che eventi come questo vedano la luce anche in tempi bui come quelli che stiamo vivendo.
Cambiamo argomento e continente perché sia il campionato di basket, sia quello di Hockey stanno arrivando al loro epilogo. Nell’NBA siamo alle finali di conference, che vedono due corazzate come Miami e San Antonio (da molti date come finaliste al titolo) affrontare due compagini che non vedevano i favori del pronostico ad inizio campionato: Indiana e Memphis. I Pacers, alla prima finale di conference dal 2004, (non vincono il campionato dal ’73) hanno eliminato a sorpresa i Knicks di New York mentre per i Grizzlies è addirittura la prima apparizione nella recente storia della franchigia del Tennessee. Fare delle previsioni è semplice come sbagliarle, ma credo che Miami dovrebbe spuntarla abbastanza agevolmente mentre forse gli Spurs avranno una gatta più dura da pelare.
Passiamo dai parquet al ghiaccio perché anche la NHL è arrivata ai play off della Stanley Cup. Nella Eastern conference le semifinali vedono Pittsburgh vs Ottawa, con i Penguins in vantaggio per 2 a 0, mentre Boston ha vinto la prima gara contro i “miei” N.Y Ranger. Ad Ovest si scontrano i Detroit Red Wings contro i favoriti Chicago Blackhawks e, in un improbabile cornice per l’hockey su ghiaccio, i Los Angeles Kings contro i Miami Sharks. Staremo a vedere come va a finire. Se dovessi scommettere, da quando scrivo su Azzurrissimo mi faccio contagiare dalle “bollette”, punterei su Pittsburgh – New York (più con il cuore che con la testa) e Chicago – Los Angeles; ricordo che i Californiani sono i campioni in carica.
A proposito di campioni, concludiamo la rubrica odierna col tributo ad un altro grande del calcio che si ritira. A pochi giorni dal suo grande mentore (fino al fattaccio della scarpa) e fresco vincitore dell’ennesimo campionato col PSG, lascia il calcio giocato David Beckham, bandiera del Manchester United e della Nazionale Inglese, grande atleta, personaggio mediatico e a modo suo ambasciatore del calcio per ogni angolo del globo, dove è acclamato ed osannato quasi quanto i suoi spot per l’intimo di marca. Non vorrei sbagliare, ma credo che l’unica squadra con la quale lo spice boy non abbia vinto lo scudetto sia stata il Milan (hi hi).
Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano
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