ALTRE PALLE – Giuseppe “Full” Fiorito: “Fareste giocare una donna nel Napoli?”

L’articolo di oggi potrebbe risultare classista, se non addirittura sessista, ma in questi tempi “politicaly uncorrect” l’apparire va combattuto con l’essere e lo show va supportato dai numeri, altrimenti restiamo legati al vecchio adagio del fumo senza l’arrosto in nome di una fittizia uguaglianza. Chiedendo anticipatamente scusa a tutte le amiche del blog che potrebbero offendersi, cominciamo dall’inizio.

La domanda è: fareste giocare nel Napoli una donna? Lasciamo da parte tutte le risposte da caserma e cerchiamo di analizzare la cosa come se fossimo i general manager della squadra (il presidente sarebbe propenso per una mera questione di battage pubblicitario). Vi dico la mia. SI, la farei giocare; SE fosse brava quanto un suo collega maschio.

Tralasciando i mondi dell’ippica e dei motori, nei quali uomini e donne concorrono nelle stesse competizioni, ultimamente ci sono stati casi di donne che hanno chiesto di gareggiare alla pari con gli uomini con alterne fortune: la Fisi non ha concesso alla discesista Americana Lindsay Vonn di poter gareggiare in libera con i colleghi maschi, mentre Annika Sorenstam (probabilmente la miglior golfista del pianeta) è stata invitata a giocare ad un torneo PGA di golf insieme agli uomini.

La vicenda che mi ha incuriosito comincia nel New Jersey alle selezioni regionali per la NFL. È da posti come questo che si selezionano le future scelte delle università Americane. Da qui comincia il sogno di migliaia di giovani atleti. L’anno scorso 1900 ragazzi si sono presentati a queste selezioni, 124 sono arrivati alle nazionali, 87 sono stati scelti per il Draft e 43 hanno giocato tra i professionisti. 43 su 1900, sembrano i numeri di un concorso statale da noi, ma dipingono lo stato elitario di atleta; come diceva quella vecchia reclame, per molti, ma non per tutti.

Quest’anno ha voluto prendervi parte, nel ruolo di Kicker, Lauren Silberman.

Inutile dire il vespaio che si è creato intorno alla notizia: una ragazza che vuole giocare al più maschio degli sport ? pazzia, blasfemia. Ma visto che nessuno voleva prendersi la responsabilità di passare per il maschilista di turno Lauren si è presentata di buon mattino al campo, dichiarando ai media che il suo gesto fungerà da ispirazione per tutte le atlete donne che aspirino a giocare a football.

E così tutta la carovana dei giornalisti si è mossa al seguito di Lauren fino alla linea del kick off. Primo calcio: 19 yards (15 metri). Silenzio. Secondo calcio: poco oltre le 20. Senza dire una parola i giornalisti si sono spostati a vedere un ragazzo di Penn State che ha preso il palo dalle 55 yards. Lui ha destato l’interesse dei professionisti, lei della televisione. Qualcuno poteva evitarsi la fatica se le avesse chiesto dei video in cui calciava, delle statistiche…qualcosa ! Luaren è stata ignorata NON perché donna, ma perché scarsa, ed in questo senso ha avuto il medesimo trattamento dei suoi colleghi maschi.

 

Giuseppe “Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano

Condividi questo articolo:

Commenti