ALTRE PALLE. Full Fiorito: “Miguel Cabrera, il super Cavani del baseball”
Apro questo numero di Altre Palle con una notizia triste che ha colpito il mondo dello sport Americano e quello del cinema. Dopo una lunga malattia si è spento a 77 anni Alex Karras. Chi è Alex Karras? Mastodontico uomo di linea difensiva dal carattere irascibile ed al contempo estroverso, dopo una travagliata carriera nell’università del Kansas (dove tirò una scarpa all’allenatore reo di farlo partire dalla panchina) venne scelto al primo giro da Detroit nel ’58 e rimase coi Lions fino al ’70, saltando la stagione del ’63 perché sospeso dalla lega per scommesse. Fece scalpore la sua frase nella gara dopo il rientro, quando l’arbitro gli chiese di scegliere testa o croce per iniziare la gara e lui rispose “mi spiace signore, a me non è permesso scommettere”. Coi Lions andò 4 volte al Pro Bowl, l’All Star game del football e una volta ritiratosi si dedicò alla recitazione. In Italia lo ricordiamo per essere il papà adottivo del ragazzino di colore in Webster, mentre per chi vi scrive il massimo lo ha dato quando ha interpretato Mongo in "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" di Mel Brooks. La scena in cui entra in città cavalcando un toro e abbattendo un cavallo con un pugno è esilarante. Cambiamo discorso e parliamo sport a stelle e strisce. In questi giorni il baseball la sta facendo da padrone. Dopo una delle regular season più incerte della storia, con le ultime squadre ad accedere ai play off decise all’ultima delle 162 partite “regolari”, eccoci arrivati alle Word Series. A contendersi il titolo per l’American League ci sono la corazzata New York, che ha avuto bisogno dell’aiuto di Raul Ibanez, quarantenne nativo del Bronx (dove giocano gli Yankees) che in gara 3 uscendo dalla panchina piazza 2 home run contro Baltimora (come se durante l’Europa League Insigne, entrato nel secondo tempo, facesse una doppietta) e Detroit, che ha messo la parola fine alla favola Oakland, cenerentola del baseball celebrata da Brad Pitt nel film “L’arte di vincere”. La squadra Californiana dovrà aspettare un altro anno per cercare di vincere il titolo (e facendo un paragone con il monte ingaggi del nostro campionato di calcio sarebbe come se vincesse il Chievo). Da tener d’occhio per Detroit il lanciatore Verlander che da solo ha eliminato 22 battitori di Oakland e soprattutto Miguel Cabrera, primo giocatore a vincere la Triple Crown dal ’67 (per farla breve è come se Cavani vincesse il titolo di capocannoniere, quello per il maggior numero di assist e di vittorie nello stesso anno). Nella National League si contendono la finale le ultime due squadre ad aver vinto le world Series: San Francisco e St. Louis. San Francisco era sotto 2 gare a 0 contro Cincinnati prima di cambiare marcia e vincere la serie per 3 a 2. Se però parliamo di rimonte la più eclatante è stata quella di St. Luis contro Washington nella decisiva gara 5. Sotto 6 a 0 alla fine del 6° inning rimontano incredibilmente e vincono 9 a 7. I presupposti per un finale col botto ci sono tutti, ora vediamo che succede sul campo.
Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano
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