ALTRE PALLE. Full Fiorito: “Federer, la vittoria della vecchia guardia. Con Nesta, Di Vaio, Corradi e Barone occhio al calcio a stelle e strisce”

Capita nel corso della vita di un uomo di imbattersi più volte nel termine “match del secolo”. Tutti gli sport ne annoverano almeno un paio all’anno, inflazionando il termine e l’entità stessa della partita. Gli appassionati di boxe hanno l’imbarazzo della scelta: Alì vs Foreman, Leonard vs Hagler, Tyson vs chiunque. Gli amanti del basket ricordano le famose sfide Lakers – Celtics, i tifosi di calcio hanno impressa nella memoria quell’Italia – Germania 4 a 3 del ’70 e così via.

Un mio caro amico tennista mi ha detto le testuali parole “ieri si è riscritta la storia del tennis e noi c’eravamo”. Forse un tantino pomposo, ma quello che è accaduto sul centrale di Wimbledon ha dell’incredibile. Roger Federer, da molti dato per vecchio (a confronto di giovanotti come Djokovic e Nadal) e sul viale del tramonto, ha vinto il suo settimo torneo Londinese, il diciassettesimo Slam, ed è tornato, alla veneranda età di trentun anni in cima alla classifica ATP. La partita è sembrata il copione di un thriller, con rimonta dopo provvidenziale interruzione a causa di un temporale (strano, a Londra non piove mai) colpi incredibili e tifo contro, visto che affrontava il Britannico Murray e i tifosi Inglesi, stoici sotto il diluvio, non vedono un suddito di sua Maestà trionfare sull’erba di casa dal 1936. (per inciso era Fred Perry. Su questo argomento è uscito anche un film carinissimo con Paul Bettany e Kristen Dunst). Fa piacere constatare che la vecchia guardia vince con la tecnica e non solo col fisico.

Fa meno piacere, anzi fa tristezza, leggere che Andrew Howe non si è qualificato per le Olimpiadi di Londra. Quello che era considerato la promessa dell’atletica azzurra è rimasto tale. Ha vinto qualcosa a livello giovanile per poi dare sprazzi di quella che poteva essere una folgorante carriera, ma poi si è perso tra infortuni, merendine e avversari più motivati. A nulla è servito il passaggio dai salti alle corse, così come è inutile la polemica sulla rigidità della Fidal nei tempi di qualificazione. In America i Trials sono ancora più impietosi: ricordo che un anno rimase fuori il detentore del record sui 100 piani. Questa è l’atletica: bella e terribile. Cronometri e asticelle sono giudici impietosi che non guardano in faccia nessuno.

Chiudo questo articolo parlando eccezionalmente di calciomercato, ma a stelle e strisce, anche se per la verità dovrei dire “a foglie d’acero”. È di poco tempo fa infatti la notizia che Alessandro Nesta giocherà in Canada il prossimo campionato, ultimo di una serie di calciatori Italiani che rimpinguerà la lega nordamericana. Di Vaio e Corradi sono già oltreoceano, Simone Barone è in trattativa con Portland e Seattle e si vociferava che anche Alex Del Piero fosse interessato ad un’esperienza nella MLS. Questo trend lanciato da David Beckham (altro escluso dalle Olimpiadi di Londra) non fa altro che dimostrare l’ascesa del movimento calcistico Americano.

Giuseppe Full Fiorito 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano.

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