Sarri: “Questo è un passo importante poiché la Champions qui c’è stata tre volte in 100 anni, non chiedo calciatori”

Sarri

Ai microfoni di Premium, il mister dopo la vittoria con il Toro:“Questo è un passo importante, ma abbiamo ancora una partita da giocare e dobbiamo rimanere con la testa sul campionato: non possiamo sbagliare il prossimo appuntamento. Spero in un San Paolo pieno che ci dia una mano per quella che sarebbe un’impresa, poiché la Champions qui c’è stata tre volte in 100 anni. A Roma abbiamo fatto una grandissima partita, la sconfitta poteva condizionare il giudizio dei superficiali ma non il nostro. Sapevamo di aver fatto una grande partita e anche oggi abbiamo fatto bene. Il passimo poteva essere più pesante, anche se quando è arrivato il 2-1 un po’ di timore c’è stato inizialmente. Ma poi la squadra non ha rischiato mai più di tanto. Le percentuali per la Champions? Sono come le statistiche, che lasciano il tempo che trovano. Le possibilità ci sono, chiaramente non è una gara impossibile ma non dobbiamo fare passi falsi. Per loro sarà una partita serena, per noi sarà fondamentale”.

Sul calciomercato: “Non ho mai chiesto giocatori, se me li danno li prendo altrimenti migliori quelli che ho. Mi stanno sui coglioni gli allenatori che subentrano i ncerte decisioni. Poi se mi chiedono dei consigli, li do. Ma se non lo fanno non fa niente. Il direttore sportivo ormai ha capito bene la tipologia di giocatori che con me si possono trovare bene”.

Sul giocatore che più di tutti ha fatto il salto di qualità: “Ce ne sono diversi, Koulibaly è arrivato a livelli straordinari. Così come Jorginho e Allan sono cresciuto tanti, idem Hamsik. Callejon mi sembrava forte già dall’esterno, ma da vicino è straordinario. Insigne e Mertens ci hanno dato tanto. Sarebbe riduttivo dire solo un nome. Rispetto a quello che ho visto l’anno scorso, forse Koulibaly è quello che ha fatto meglio”.

Sul futuro: “Come abbiamo sempre detto, l’appuntamento è dopo il campionato. Inutile parlarne prima, ora c’è una gara importante per noi. Sarebbe pazzesco parlarne prima, una volta che abbiamo atteso finora”.

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