PROVERBI AZZURRISSIMI. Roby Turco: “FRIJE ‘O PISCE E GUARDA ‘A JATTA”
La fotografia di Napoli-Roma sta tutta lì, nella disperazione sul volto di un bambino che in un attimo è diventato, inconsapevolmente, più celebre della controfigura di Jorghino, artefice (in negativo) del suo passaggio in mondovisione.
In verità la squadra di Sarri non era partita male, la gara era divertente e le due compagini si sono da subito affrontate a viso aperto. Tuttavia sarà stata quell’aria strana, la depressione costante di Gabbiadini o, più semplicemente il grossolano errore di Koulibay, a rendere chiaro ai napoletani che non sarebbe stata una giornata troppo felice. Così è stato. Hamsik ed Allan lottano come possono, Kalidou resiste finchè la lucidità l’accompagna, Reina urla fino all’ultimo filo di voce, Mertens si fa ammonire prima ancora di entrare in campo. Non basta purtroppo. Il resto sono solo vani tentativi di rispondere ad un avversario, improvvisamente, troppo difficile da arginare.
Manolo continua a dividersi tra il suo dissidio interiore e la sua tristezza esteriore, Insigne continua a centellinare la sua classe, Callejon corre più per raggiungere Forrest Gump che per centrare la porta, Maksimovic lotta più con i crampi che con gli avversari.
Certamente non è tutto da buttare perché il Napoli, sebbene abbia palesato tutti i suoi limiti, non si è mai snaturato del tutto, mostrando quel calcio d’elite ogni qualvolta ne avesse l’opportunità. Si può incappare in una giornata storta, episodi a sfavore ne capiteranno ancora molti. Brucerà sempre ma noi auguriamoci che le reazioni degli azzurri, siano tutte come quelle di Dries. Se così fosse avremmo già vinto.
“FRIJE ‘O PISCE E GUARDA ‘A JATTA”
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