PORTIERI. La grande occasione di Gollini

Gollini

È il suo momento. Peraltro, diciamo la verità, che paura può avere uno che a 17 anni andò al Manchester United, a 19 ha esordito in A a Verona, a 21 in Premier con l’Aston Villa e poi è stato protagonista nell’Atalanta? La riserva di Meret, fino ad adesso. Ma per Pierluigi Gollini scatta l’ora del riscatto. Il destino delle riserve è quello di saper attendere il momento: eccolo! Giocherà a Torino, ovvio, ma poi anche con la Salernitana e l’avventura araba in Supercoppa vedrà protagonista il portiere rapper che il Napoli ha preso un anno fa, di questi tempi, con una precisa raccomandazione: non fare ombra a Meret. Lui, lo ha fatto. Sempre un passo indietro. Ora l’imperscrutabile sorte gli offre una grande chance: da portiere di riserva a protagonista. Gollini non indossa la maglia numero 12 perché per i portieri è una specie di maglia maledetta: essere portiere di riserva è stata per decenni una scelta e insieme una condanna alla prigione della panchina, fine pena mai. E Gollini al Napoli ha recitato alla perfezione quel ruolo. Ma adesso, in teoria, è cambiato tutto, si gioca sempre e servono tanti, troppi calciatori. Anche nel ruolo in teoria più rigido e meno intercambiabile, il portiere appunto, la titolarità è spesso astratta, non più un abito da indossare in eterno. Al Napoli, dopo l’alternanza tra Meret e Ospina, si è tornato al vecchio titolare.

Meret ha tratto benefici dal non avere nessuno alle spalle. Gollini è stato, in questa stagione, un vecchio dodicesimo uomo, in un mondo dove in teoria non esiste più: quest’anno ha giocato solo con l’Atalanta, in campionato, e con il Frosinone in Coppa Italia. L’anno passato, in campo scese solo quando ormai i giochi erano fatti, con Fiorentina e Monza. Una storia di provincia. La Spal è la prima che nota il ragazzo. Lo prese nel vivaio come difensore centrale (giocava col 4) e fu lui, dopo un anno, a svelare le sue vere ambizioni: «Provatemi in porta», chiese un giorno, presentandosi al campo coi guanti. Lo accontentarono e fu un successo. Nel 2010, quindicenne, fu acquistato dalla Fiorentina di Pantaleo Corvino per 400mila euro. Il diesse credeva ciecamente in lui e diventò furibondo quando apprese che Gollini aveva trovato un accordo col Manchester United prima di compiere sedici anni. Nel tempo libero, ha trovato pure il tempo di incidere un singolo, Gollorius, qualcosa a metà tra rap e trap, in cui evoca la sua carriera e un amore che «va sempre avanti e avanti». Il titolo, per non confondere le idee e ribadire un segno del destino, è Rapper coi guanti.

La promozione di Gollini fa fare un salto in avanti anche a Nikita Contini, il 27enne ucraino cresciuto nelle giovanili del Napoli e anche lui con presenze con il contagocce (ha giocato con il Monza dopo l’infortunio di Meret perché Gollini quella sera aveva accusato una distorsione alla caviglia). Ora deve tornare a respirare l’aria di cui è più abituato: quella del numero 1. Inizia a Torino. Mattino.it

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