PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “Per Atalanta-Napoli mi ispiro alla Nona Sinfonia di Schuman…” 📺 VIDEO
ANTELUDIO:
La struttura del pentagramma di oggi è ispirata a quella della Nona Sinfonia, meglio nota come Sinfonia delle Fosse Ardeatine, di William Schuman, composta in occasione di un viaggio a Roma dell’autore per il venticinquesimo anniversario da questa tragica strage.
Nel caso specifico, l’anteludium consisterà in un’analisi della prestazione del Napoli di ieri pomeriggio alla New Balance Arena. In quel di Bergamo, infatti, per circa 55 minuti si è potuto ammirare una squadra che ha messo alle corde l’Atalanta con la sua impeccabile organizzazione difensiva e il suo gioco diretto sugli attaccanti. Gli uomini di Conte passano meritatamente in vantaggio grazie a un colpo di testa di Beukema su un delizioso spiovente di Gutierrez, e si vedono successivamente annullare un rigore e altre due reti, di cui una per fuorigioco netto ed un’altra per il mero gusto di annullarla. Al sessantesimo minuto, dopo tre quarti di gara con un unico padrone del campo, gli uomini di Palladino riescono a pareggiare grazie ad un colpo di testa di Pasalic sul primo palo sugli sviluppi di un corner di Zalewski. E in quel momento, in un Napoli già scarico fisicamente, è inevitabilmente subentrato uno sconforto psicologico (forse un po’ prematuro) che l’ha portato a consegnarsi agli avversari nei minuti finali che hanno cavalcato l’onda emotiva riuscendo a completare la rimonta con Samardzic.
INTERLUDIO:
Malgrado lo sconforto sopracitato che ha portato il Napoli ad uscire dalla gara con eccessivo anticipo, non v’è dubbio alcuno che, come nelle opere liriche gli interludi rappresentano quelle parti esclusivamente orchestrali che il pubblico attende con estrema trepidazione durante l’ascolto, così in Atalanta-Napoli il fulcro dell’analisi non può che andare su quelli che non ho alcuna remora a definire come gli episodi arbitrali più gravi della stagione degli azzurri 2025-26 e, subito dopo la simulazione di Bastoni, i più gravi anche dell’intero campionato di serie A. Se, infatti, in Juventus-Napoli il contatto Bremer-Hojlund non avrebbe con ogni probabilità cambiato l’esito di una gara in cui la Juventus avrebbe comunque meritato la vittoria, ieri pomeriggio a Bergamo il Napoli è stato esplicitamente defraudato di tre punti che la coppia Chiffi-Aureliano ha scelto di donare agli uomini di Palladino. Già a fine primo tempo, infatti, la scelta di rivedere un contatto che può a giusta ragione essere definito “troppo leggero per essere punito” è inesatta e non rispettosa del protocollo, dal momento che i precedenti ci hanno insegnato che per i contatti “incerti” si dovrebbe sempre optare per preservare la decisione di campo. Ma realmente inspiegabile ed ingiustificabile è la scelta di annullare la rete dello 0-2 a Gutierrez per un fallo inesistente di Hojlund su Hien a inizio azione che, guarda caso, viene sanzionato non al momento del contatto bensì nell’esatto istante in cui l’esterno in maglia 3 del Napoli appoggia da due passi la palla in rete. Aureliano, infine, impiatta la frittata scegliendo stavolta di non intervenire per quello che, invece, è a tutti gli effetti un chiaro ed evidente errore come ci hanno insegnato a recitare questi “individui”. D’accordo, cari lettori, sono pienamente consapevole che gli interludi nelle opere liriche dovrebbero avere una durata molto inferiore, ma mi sia consentita solo un’appendice: prima, infatti, del corner di Zalewski che porta al pareggio di Pasalic, lo stesso esterno orobico spinge a due mani Mazzocchi ma nessuno ci fa caso. Insomma, una situazione ai limiti dell’imbarazzante, che porta purtroppo ad oggi solo una ridottissima parte dei tifosi ad avere contezza sull’operato inadeguato e incompetente di una classe arbitrale già di per sé senza una guida (l’unica che aveva sta scontando una condanna a 13 mesi di inibizione), ed una rimanente e cospicua invece ad avere (legittimamente) retropensieri di tipo complottistico ai danni del Napoli.
POSTLUDIO
Un’ultima osservazione: la lotta tra le squadre comprese tra il secondo e il quinto posto ha visto ben tre compagini su quattro venire sconfitte da Como, Atalanta e Parma. Ma l’unica di queste tre a non aver realmente meritato di perdere è stata proprio la squadra di Conte a Bergamo. Ci si augura pertanto, per quanto valore questo dato possa avere, che un minimo di sprone ai ragazzi di Conte lo possa dare proprio la prestazione che per 55 minuti hanno offerto alla New Balance Arena.
23/02/2026
Alessandro Pazzanese
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La Sinfonia n. 9 “Le fosse ardeatine” è un’opera del 1968 del compositore americano William Schuman (1910-1992). È un brano cupo e atonale, scritto dopo la visita del compositore al memoriale romano, che evoca il massacro nazista del 1944. Divisa in tre movimenti, è stata diretta anche da Riccardo Muti.
Dettagli Chiave sulla Sinfonia n. 9 di William Schuman:
Compositore: William Schuman (americano).
Titolo: Sinfonia n. 9 “Le fosse ardeatine” (il titolo è in italiano).
Contesto: Composta nel 1968 dopo aver visitato il sito dell’eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma, avvenuto nel 1944.
Caratteristiche: Opera in tre movimenti (Anteludium, Offertorium, Postludium), caratterizzata da un tono oscuro, emozionante e atonale, molto diverso dalle opere precedenti di Schuman.
Esecuzioni Notevoli: Spesso eseguita per ricordare la tragedia, come sotto la direzione di Riccardo Muti con l’Orchestra Cherubini
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