? PARLA IL CAPITANO. Hamsik: “Con lo scudetto in ballo sarei rimasto. Non abbiamo perso in albergo”
“Cosa mi manca di Napoli? Ogni cosa. Gli amici, il cibo. Quella è la mia casa, lo è stata per dodici anni. Mi manca sentire il San Paolo, il tifo della gente. Mi manca una partita come quella contro la Juve che è in grado di dare delle sensazioni uniche e straordinarie come poche altre”. Così Marek Hamsik in un’intervista rilasciata all’edizione odierna del Mattino. Il capitano spiega che l’addio non è stato come lo voleva: “Quando sono uscito dal campo con la Sampdoria non sapevo come sarebbe andata a finire. Ma è stato tutto rapido, improvviso. In poche ore ho detto sì e ho parlato ai miei compagni. Poi la trattativa si è prolungata ma in quei giorni sapevo che sarei andato via e che alla fine un accordo si sarebbe trovato. Ritornerò per salutare i miei tifosi come si deve”.
Il capitano si sofferma sulla differenza con la Juve e sul campionato azzurro: “Se era così irraggiungibile? Vedendo la partita e i novanta minuti in cui il Napoli ha dominato, direi proprio di no. Però poi pesano su tutto i soliti punti lasciati per strada nel corso del campionato che noi del Napoli riusciamo a perdere puntualmente e che loro, invece, non perdono mai. Se fossimo rimasti in lotta per lo scudetto può darsi che non sarei andato via perché vincere lo scudetto al Napoli, rendere felici i napoletani, sarebbe stata una cosa incredibile che non mi sarei perso per tutto l’oro del mondo”.
Ma l’obiettivo è l’Europa League e Marek, che parla ancora come un calciatore azzurro, lo sa bene: “Si può arrivare fino in fondo, abbiamo le carte in regola anche se ci sono tanti avversari temibili come Chelsea, Siviglia, Arsenal, Benfica, Valencia. E guai a pensare che il Salisburgo sia un avversario facile. Non lo è. E lo devono capire soprattutto i tifosi napoletani che devono dare una grossa mano nella gara di stasera”.
Ma è lo scudetto il tarlo del capitano, quello perso l’anno scorso è “una ferita che brucia ancora. Ci siamo arrivati davvero a un soffio. Non abbiamo perso il albergo. Le partite e i campionati si perdono in campo, non in albergo. E penso proprio di averlo perso sul terreno di gioco della Fiorentina”.
Come vorrei essere ricordato a Napoli? “Più che per i record di gol di Maradona e di quello delle presenze di Bruscolotti, vorrei essere ricordato come quello che ha tenuto alla maglia più di tutto il resto. La 17? Spero che la prenda un napoletano. Un giovane, bravo e pieno di entusiasmo”. Tuttonapoli
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