NAPOLI. Pazzanese: “La conferenza stampa disgiunta e un avviso ai naviganti…”
Nella domenica in cui Milan e Juventus sono venute a capo dei propri fallimenti attuali, si è invece temuto che il Napoli possa star pianificando i propri fallimenti futuri. Nella conferenza (“disgiunta” più che congiunta) post Udinese, infatti, oltre ad essere state confermate le prove tangibili della legittima insofferenza di Antonio Conte nei confronti di una porzione di ambiente più incline a rispettare le direttive ricevute dall’alto piuttosto che a raccontare una storia sportiva che parla sì di qualche errore gestionale, ma soprattutto di uno scudetto, un secondo posto e una Supercoppa vinta, sono anche emerse delle perplessità a proposito delle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis: risale, infatti, all’estate del 2023 l’ultima volta in cui dalla bocca del patron erano uscite parole come «abbiamo già dei giocatori molto forti» oppure «basteranno pochi innesti». Il che potrebbe essere anche vero, a patto però che essi trovino una guida tecnica capace di non far rimpiangere il carisma e la storia di Antonio Conte. E questo non vuol essere un capriccio da tifoso (si sa che morto un Papa, se ne fa un altro), ma semplicemente un avviso ai naviganti in vista di un possibile, ma assolutamente da scongiurare, 2023-24 bis. Il quasi certo approdo di Maurizio Sarri a Bergamo, infatti, lascia sinora al presidente (a meno che non vi siano altre trattative ancora non uscite allo scoperto) esclusivamente le opzioni che rispondono ai nomi di Massimiliano Allegri e Vincenzo Italiano: rispettivamente, ossia, colui che, pur avendo una storia in parte vincente, ha cannato l’unico reale obiettivo stagionale del Milan (mentre a Napoli si ha anche il coraggio di parlare di “fallimento”…), e colui che, pur potendo vantare un’importante scalata di categorie ed un titolo vinto in terra felsinea, ha tutte le carte tattiche in regola per far divertire gli avversari prima ancora che i propri giocatori e i propri tifosi (basti vedere il gol del 3-3 di Diouf…). Insomma, due situazioni impossibili da definire con un termine diverso da “scommesse”. Che qualora dovessero non fruttare, andrebbero ad evidenziare tutta l’incoerenza di un ambiente che potrebbe passare dal si vince, ma si gioca male al si gioca bene, ma non si vince.
26/05/2026
Alessandro Pazzanese
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