NAPOLI. Conte e De Laurentiis costretti a dividersi, i fatti dicono che…

Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte
Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte

Ecco un estratto dell’ultimo editoriale di Antonio Corbo per Repubblica.

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Conte e De Laurentiis sono ancora amici, ma costretti a dividersi. Uno scudetto ed una Supercoppa non hanno prezzo per loro due come per i tifosi. Sono sogni lodevolmente inseguiti e realizzati. Presidente e allenatore, nell’esercizio dei loro ruoli, devono però fermarsi. Due mercati per circa 335 milioni investiti e circa 245 incassati lasciano il primo buco: quasi meno 100. Le precoci eliminazioni da Champions e Coppa Italia cancellano altri possibili incassi.
Mancano Osimhen e Kvara finito in panchina e oggi tra i primi in Europa. Solita frase: voleva andar via. Non si prevedono buone plusvalenze, e dire che servono, sono il 21% negli introiti annui. La squadra è tra le più stremate e anziane della serie A. Da riscattare per decine di milioni l’altra metà di Hojlund, purtroppo anche di Lucca e Lang pretesi, non usati e gettati come lame arrugginite.
Che il Napoli fosse la squadra in potenza più forte c’è una prova logica. Con la bravura di Conte irriducibile ha superato un numero apocalittico di infortuni muscolari. È stato possibile alternare 28 giocatori di livello, da McTominay 3611 minuti a Lukaku 64, I preziosi De Bruyne, Anguissa, Rrahmani e Lobotka indisponibili chi per oltre 10, chi per circa 30 gare ciascuno. Nessuno sa o ha capito perché. Una misteriosa epidemia? Ora non conta più saperlo. De Laurentiis è risalito in plancia, Conte è candidato alla Nazionale. Si sono riciclati. Hanno vinto, cancellano un anno di contratto, si lasciano senza penali né livori.

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