MERCATO. Pazzanese: “C’è un ritrovato spirito progettuale per il Napoli che verrà”

Pazzanese

Per citare l’immortale pellicola di Francesco Rosi, si potrebbe dire che l’estate del Napoli attuale passi quasi esclusivamente da questa dicitura. E non solo per ragioni legate al raggiungimento di quella famosa ampiezza di organico che permetterebbe di tener testa a quattro competizioni simultaneamente, ma anche per una più semplice questione ‘identitaria’: oltre, infatti, alla necessità di coprire alcuni ruoli nelle riserve, e in qualche caso anche nei titolari, il Napoli deve assolutamente capire che tipo di assetto tattico vuol mantenere o inventarsi. Se gli acquisti imminenti di Marianucci e di un altro centrale difensivo sembrano andare nella direzione delle ‘alternative’ a quella che con ogni probabilità sarà la coppia difensiva titolare composta da Buongiorno e Rrahmani, già dal centrocampo in su le previsioni cambiano radicalmente: dietro, infatti, quella che nelle prossime 24 ore dovrebbe essere ufficializzata come una delle più grandi operazioni di mercato del Napoli del terzo millennio, e dietro le trattative per un centrocampista poliedrico come Musah, non può non essere intravista l’intenzione di rifondare un centrocampo che probabilmente manterrà della sua ossatura again solo Gilmour e McTominay. Ma gli interrogativi maggiori, poi, si pongono a mio avviso proprio nel reparto offensivo: la ricerca, infatti, di profili come Nusa e, in particolare, di prime punte prolifiche come l’ormai bocciato David o i più appetibili Gyokeres o Guirassy, non lasciano solo presupporre la fine del ciclo in azzurro di alcune riserve offensive di questa rosa (su tutti probabilmente quello del Cholito Simeone), ma anche una non totale sicurezza sull’idea che, nel futuro Napoli, giocatori come Neres e Lukaku possano essere titolari inamovibili.
Insomma, se l’assetto strutturale sembra ancora tutto da definire, al momento l’unica grande certezza su cui si può fare affidamento è il ritrovato ‘spirito progettuale’ su cui si sta costruendo il Napoli 2025-26, reso possibile tanto dalla chiarezza di idee con cui società e guida tecnica stanno impostando il proprio lavoro, quanto dalle risorse che, tra il campionato vinto tre settimane fa, la qualificazione europea raggiunta, e le cessioni o i riscatti di alcuni pezzi dell’organico della disastrosa stagione del decimo posto, permetteranno al Napoli e ai suoi dirigenti di trascorrere un’estate con le mani sul mercato.

11/06/2025
Alessandro Pazzanese

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