L’OPINIONE. De Luca: “Conte-Napoli, un divorzio da evitare”

Napoli scudetto

Ecco quanto scrive Francesco De Luca sul Mattino

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Allo stesso tavolo per una festa di compleanno, quella del patron. De Laurentiis e Conte si sono ritrovati a Ischia a poche ore dal trionfo allo stadio Maradona. Impensabile immaginare separati i protagonisti del quarto scudetto del Napoli, il presidente che ha messo a disposizione i capitali per ricostruire la squadra dopo lo sfacelo della scorsa stagione e l’allenatore che ha adoperato tutta la sua esperienza per farla risalire fino al primo posto. De Laurentiis ha inviato un messaggio chiaro, come aveva fatto con altri tecnici e calciatori: i contratti si rispettano. Ma ha anche aggiunto che è meglio andare via se il luogo di lavoro è un peso. Non dovrebbe essere il caso di Conte, almeno ad osservare la gioia pura con cui ha festeggiato l’altra notte aFuorigrotta con i suoi ragazzi e i suoi tifosi.

Caratteri forti, certamente. Ma non per questo destinati ad entrare in rotta di collisione. Anche perché crediamo che su un punto convergano De Laurentiis e Conte: la necessità di far sì che il quarto scudetto segni l’inizio di un nuovo corso e che non vi sia un incidente di percorso come è accaduto dopo il terzo, con la squadra che è scivolata dal primo al decimo posto, perdendo la sua identità. «Costruiremo una squadra ancora più forte» ha assicurato il dirigente venerdì sera durante i festeggiamenti. Ed è quello che vuole esattamente Conte, che quando non vi è stata condivisione sul progetto – e sugli investimenti – si è alzato dalla panchina ed è andato via. L’ultima volta quattro anni fa a Milano, dopo aver vinto con l’Inter. Ecco perché – come ha sempre dichiarato – Antonio vuole questo confronto al termine di ogni stagione, a prescindere dalla durata del contratto.

Napoli è in attesa dell’incontro tra vertice societario e tecnico. E soprattutto di una fumata bianca. Conte si è guadagnato la stima dei tifosi ancor prima degli allenamenti in ritiro e ha ripagato la fiducia con uno storico successo. Qualche settimana fa aveva parlato di una sua aspirazione: «Vorrei cominciare un campionato in pole position». Ed è quello che De Laurentiis può consentirgli con un mercato di qualità, che può partire dall’acquisto di De Bruyne, una stella mondiale che darebbe autorevolezza alla squadra attesa dalla Champions League dopo la stagione senza coppe. Il progetto messo su dal proprietario del Napoli – non dalla scorsa estate ma da tempo, con l’assunzione di più allenatori e calciatori di prima fascia – indica un confortante percorso, suffragato dal secondo scudetto vinto in tre campionati, rispettando i conti. La società si è collocata definitivamente sul livello dei grandi club del Nord ed è anzi più forte sotto l’aspetto economico. È una strada che Ferlaino aveva intrapreso quarant’anni fa, quando acquistò Maradona e rafforzò il club con grandi figure manageriali per il settore tecnico e per l’area finanziaria. Un’operazione che portò agli scudetti. Ma poi il castello franò dopo la squalifica di Diego e la crisi del gruppo edilizio dell’ingegnere. È stato chiaro fin dalle prime mosse della gestione De Laurentiis che il suo primo obiettivo era creare una solida base affinché non si potesse mai ripetere quella prolungata agonia che portò al fallimento. E, al di là di allenatori e campioni, è questo il segreto del successo del Napoli.

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