L’ENIGMA. Corbo: “Raspadori dà il massimo se gioca da seconda punta”

Raspadori

“Il caso Raspadori è stato girato quindi a Garcia. Le ha provate tutte. Troppe forse. Perché il suo identikit tattico sembra ben definito. Dà il massimo se gioca da seconda punta nel raggio degli ultimi 20 metri. Il palo al primo minuto in corta girata è l’ennesima conferma. Anche ieri sera lo si è visto in inutili e innaturali rientri sulla sinistra a metà campo. Si fa poco per aiutarlo a giocare nel suo ruolo. Come chi si sente inseguito dai dubbi, tormentato dall’ossessionedi dimostrare il suo effettivo valore, compresa la ragione che ha portato la società a saldare pochi giorni fa il conto con il Sassuolo con un’altra trentina di milioni il sempre atteso Jack si è lasciato dominare dal suo stile di gioco. Dalla discontinuità pervicace che lo limita. In una serata cruciale della sua avventura a Napoli alterna squarci di luci e zone buie. Garcia gli fa battere anche il rigore del possibile raddoppio, per l’immaginabile felicità di Osimhen. Proprio il biondo gigante nigeriano aveva portato il Napoli in vantaggio, rigore con teatrale finta che spedisce Consigli verso la piazza opposta. Impreca il portiere che accumula beffa e rabbia in una serata che appare subito amara per il Sassuolo. Raspadori non regge la responsabilità che gli rovina addosso, e sbaglia il rigore. Comprensibile, povero ragazzo. La serata dei campioni chiarisce non solo le gerarchie ma le regole del buon senso. Dopo un’ora, finalmente via libera a Kvara. Gli cede il posto non Raspadori ma Politano. È comunque il cambio che consolida lo strapotere del Napoli e la sostanziale leadership di Kvara nel ruolo che non può che essere solo suo. Magica l’invenzione di Kvara per servire a Di Lorenzo la palla del raddoppio. Da segnare la prova eccellente di Di Lorenzo e Rrahmani in difesa. Bene Anguissa e Zielinski, uno che gli arabi se lo sognano. La bulimia del gol porta Osimhen a strafare. Su Raspadori invece giudizio sospeso. I suoi esami non finiscono ieri. Nella speranza che anche Garcia lo aiuti a superarli. Ma diventa un test anche per lui. Fermo a volte in un mondo arcano”. Antonio Corbo per Repubblica 

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