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Tre gol allo Shakhtar, che non ha affatto demeritato, ed ora il Napoli vede gli ottavi di Champions un po’ più vicini (deve vincere in casa del Feyenoord e sperare che il City faccia altrettanto in Ucraina con lo Shakhtar). Il risultato del San Paolo la dice lunga sulla forza degli azzurri perché gli ucraini sono stati in partita fino al 2-0 di Zielinski creando tanti grattacapi alla squadra di Sarri, che ha avuto il merito di venirne fuori alla grande. Trascinatori, come con il Milan, Insigne, Zielinski e Mertens, determinanti in occasione delle reti. La perla di Lorenzinho, che ha aperto le danze, è l’ennesima certificazione del suo stato di grazia che purtroppo Ventura non ha saputo cogliere.
CHE TRIS — Napoli chiamato a rischiare qualcosa in più nella nel ripresa con lo Shakhtar che si è abbassato per poi ripartire. A quel punto solo una magia avrebbe potuto cambiare il corso della gara ed Insigne ha tirato fuori il coniglio dal cappello a cilindro al 10′: doppio dribbling a rientrare e destro secco all’angolino alto da oltre venti metri. Un gioiello di rara bellezza che ha cambiato volto alla gara. Veemente ma poco incisiva la reazione dello Shakhtar, che non ha creato grandi occasioni pur spingendo sull’acceleratore. Sarri si è giustamente coperto con Allan provando a fare densità a centrocampo ed allargando a sinistra Zielinski che, su furbata di Mertens, ha fallito clamorosamente il raddoppio. Squadre lunghe nel finale con la tecnica del Napoli che ha portato spesso gli azzurri a ripartire. A fare la differenza è stata appunto la qualità, che ha permesso a Zielinski di fare 2-0 dopo uno scambio sensazionale con Mertens, ancora una volta uomo assist come domenica con il Milan. Il belga ha meritato il gol del tre a zero, arrivato di testa su azione d’angolo dopo un miracolo di Pyatov su Albiol: semplice il tap in di Mertens da due passi. Partita in archivio e qualificazione ancora in bilico, sperando in un favore di Guardiola.
Fonte:

gazzetta.it