IL RITORNO. Mario Rui, il primo assist è arrivato in un momento non banale

Mario Rui
Mario Rui

Era mancato. Eccome se era mancato. Si rivede Mario Rui e il Napoli torna a essere determinante con un cross dalla fascia sinistra. Non può essere certo un caso, ma dal 12 novembre (Napoli-Empoli) agli azzurri era mancata quella spinta sulla corsia mancina che lo scorso anno era stata una delle armi in più della squadra di Spalletti. Detto, fatto e quando Mazzarri inserisce il terzino portoghese il suo Napoli inizia a correre a tutta forza. Non è solo una questione di assist, perché quando c’è Mario Rui anche Kvara si sente più forte. Questo succede dal momento in cui il portoghese si aggiunge al georgiano e si propone con continuità anche in fase offensiva. Ecco perché era mancato. Il primo assist stagionale di Mario Rui arriva in una serata non banale. Perché contro il Cagliari il Napoli sembrava contratto, a tratti anche spuntato. Insomma, serviva un guizzo, una giocata, una magia per sbloccare il risultato e invertire la tendenza. E allora ci ha pensato Mario Rui – anche detto «il professore» – che è salito in cattedra alla sua maniera e si è preso le luci della ribalta: scambio sulla fascia sinistra, uno sguardo al centro e palla spedita con il contagiri sulla testa di Osimhen. «Quanto mi eri mancato», avrà pensato di sicuro Victor qualche istante dopo aver visto il pallone infilarsi alle spalle di Scuffet. Perché con un assist così diventa tutto più facile. Una bella fortuna per un attaccante come Osimhen che sa sfruttare i palloni aerei nell’area di rigore e sa essere dominante nei duelli fisici. Gli era mancato di sicuro, perché l’asse Mario Rui-Osimhen è sempre stata vincente e determinante. 
Bruno Majorano per Il Mattino 

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