IL RITIRO. Napoli, tra le regole imposte da Conte c’è la totale assenza dei procuratori

Antonio Conte
Antonio Conte

Ecco quanto evidenzia l’inviato a Dimaro di Repubblica, Marco Azzi: “I tifosi arrivati in Val di Sole sono stati colpiti dell’intensità e dalla lunghezza (6 ore di media, tra mattina e pomeriggio) delle sedute di preparazione: concluse da sfiancanti ripetute sui giri di campo. Non sono inoltre sfuggite la svolta tattica – con il passaggio al 3- 4- 2- 1 – e la segretezza con cui sono state blindate le esercitazioni fin dall’inizio: cancelli dello stadio tenuti parzialmente chiusi ogni giorno e divieto di riprese per i media. Il Napoli fornisce in esclusiva ogni giorno gli highlights degli allenamenti e si narra che Conte ne ascolti gli audio di persona, per essere certo che non diventino di dominio pubblico i dialoghi top secret tratecnico e giocatori. Ma la nuova era ha causato dei cambiamenti significativi pure fuori dal campo. I dirigenti hanno infatti mantenuto un profilo basso e s’è visto di rado persino De Laurentiis, che non ha rilasciato dichiarazioni e ha rinunciato anche a presenziare all’happening per la presentazione della nuova squadra. Conte ha imposto un ritiro monastico e l’area in cui giocatori vanno a pranzo e cena è stata blindata. Poche le trasgressioni nel menù degli azzurri, a cui è stato concesso solo l’intermezzo di una tavolata in una malga, nell’unico pomeriggio libero. Ma rispetto al passato si è notata l’assenza totale dei procuratori a Dimaro, dove in passato c’era viceversa un continuo via vai. Memorabile l’atterraggio in elicottero degli agenti di Pepè – con tanto di mozzarelle e i blitz in volo di De Laurentiis per trattare l’acquisto di Icardi con Wanda Nara. Scene dell’era a. C., consegnate al passato. I mercanti sono fuori dal tempio ed è un altro segnale dei cambiamenti in corso. Ora alla guida del Napoli c’è un sergente di ferro”.

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