IL MATTINO. De Luca: “De Laurentiis pensava di poter vincere con professionisti di livello inferiore a Giuntoli e Spalletti”

De Laurentiis

Questo l’editoriale di Francesco De Luca, capo dei servizi sportivi de Il Mattino: “Nessun colpo di teatro, De Laurentiis aveva deciso di recarsi nella sala stampa dello stadio Maradona a prescindere dal risultato di Napoli-Monza. Lo aveva confidato ai suoi più stretti collaboratori già il giorno prima della partita, non è stata quindi né la prestazione contro i brianzoli del napoletano Palladino né la reazione del pubblico al penoso 0-0. Sentiva di dover chiedere scusa ai tifosi del Napoli per queste settimane di delusioni. Se ne è assunto la responsabilità, a pochi giorni da un’intervista al Corriere dello Sport-Stadio in cui aveva messo nel mirino il primo allenatore della stagione, Garcia, e il capo degli osservatori, Micheli, promosso a capo delle operazioni del mercato – almeno quello estivo – dopo l’uscita di scena di Giuntoli. Chissà quanto interessati a cene in riva al mare e a rivelazioni da fare la Supercoppa, adesso i tifosi aspettano certamente che De Laurentiis batta più colpi sul mercato. Soldi in cassa ce ne sono, come conferma il bilancio della Ssc Napoli al 30 giugno 2023, chiuso con un attivo di 79.700.081 euro, senza poi considerare quanto è stato introitato attraverso le cessioni di Kim e Lozano, anche se una parte è stata reinvestita per operazioni di mercato (Cajuste, Natan e Lindstrom) rivelatesi sbagliate. Il Napoli, a differenza di quasi tutti gli altri club di serie A, ha una forza economica rilevante e può mettere sul tavolo ingenti cifre. Il mercato è un’esigenza inderogabile, alla luce dei tanti errori commessi. De Laurentiis se ne è assunto inevitabilmente la responsabilità perché la gestione della società è esclusivamente sua. Durante il campionato dello scudetto, dopo avere ben ricostruito la squadra con Giuntoli nell’estate 2022, s’era messo in disparte assistendo con emozione alla trionfale scalata della squadra di Spalletti. Aveva ripreso la parola il 24 marzo al Maschio Angioino, annunciando la permanenza dell’allenatore, che aveva invece già deciso di lasciare e non per prendersi un anno sabbatico ma perché il rapporto con il datore di lavoro era da tempo inesistente. Davanti allo scudetto, il momento più esaltante della sua carriera dirigenziale, De Laurentiis non ha avuto una reazione da De Laurentiis. Non si è dimostrato il manager freddo e lucido, si è lasciato trascinare dalla corrente dell’entusiasmo e ha pensato davvero che si potesse continuare a vincere con professionisti di livello inferiore a Giuntoli e Spalletti; ha trascurato quale poteva essere il contraccolpo – psicologico anzitutto – del trionfo su una squadra non abituata a vincere (Sacchi alla vigilia della stagione, in un commento sulla Gazzetta dello Sport, lo aveva avvertito) e che avrebbe avuto dunque bisogno di giocatori migliori di quelli presi in agosto. Tempo per riparare ce n’è anche se la Coppa Italia è sfumata, così come la possibilità di sedere al tavolo per lo scudetto. Il Napoli ha bisogno di una guida sicura e lucida, al di là del contributo che può offrire Mazzarri, a cui consiglieremmo di recuperare la serenità e di non disperdere energie nelle polemiche sugli arbitri. E una guida sicura non vuol dire presentarsi ogni giorno al campo di Castel Volturno per l’allenamento: è una “pressione” che non ha aiutato la squadra, che è anzi scivolata dalla zona Champions quasi a metà classifica”.

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