IL GRAFFIO. Corbo: “Quel tweet di De Laurentiis dopo Bologna è stato una scossa”

De Laurentiis

“Il tweet spiovuto su sul Napoli sbandato di Bologna subito dopo il secondo pareggio è stato un urlo feroce, un richiamo all’unità, una scossa. “Ripartiamo da Bologna, Bravi tutti”. De Laurentiis temeva un disastro dopo la ribellione diOsimhen a Garcia cha l’aveva sostituito, il gelo di una squadra ferma sulle gambe e vuota nelle teste. È andata come De Laurentiis sperava. Lo fece capire in quelle poche parole. Il messaggio era: fermi tutti, arrivo io e rimettiamo insieme uno scudetto infranto. È stato lui il primo a cambiare. Ha fatto tutto il contrario degli ultimi mesi, quando aveva ceduto ad una illusione di onnipotenza, accumulando solo errori, complice una claque fuorviante.
Curava solo il marketing, tentava senza risolvere il rinnovo di un esasperato Osimhen in sintonia con il suo agente Calenda indeciso a tutto, se ha riaperto 12 volte la trattativa con 12 viaggi a Rivisondoli. Un uomo vero di azienda ha sempre in sé la verità, De Laurentiis l’ha trovata ascoltando chi finalmente gli dava torto o lo spingeva a ragionare. Piuttosto che dissentire da Garcia, nella lunga telefonata di mercoledì mattina gli ha parlato da vero presidente, assicurandogli che sarebbe andato fino in fondo con lui, mentre mezza città ipotizzava i nomi altro tecnici. Il resto l’ha fatto, in tacita intesa con il presidente, l’invisibile direttore sportivo Mauro Meluso. Sempre all’altezza del ruolo Di Lorenzo, esemplare capitano. Garcia aveva intanto parlato senza giocarsi la dignità con la squadra sui concetti tattici, e con l’Udinese si è rivista la squadra dello scorso anno. La sera, dopo la vittoria, il presidente è rimasto negli spogliatoi fino all’una di notte. Con il sereno è tornato anche la forma fisica, quindi la corsa rotonda, ilpossesso palla dopo certi pavidi passaggetti, il gioco a terra con le catene, la palla lunga per cercare la profondità con Osimhen e le parabole giuste. Come dimostrano i due gol di testa ieri, Ostigard e Osinhen, meno bizzarro e picaresco, ma sorvegliato negli umori, come chi ha conti aperti ma non passare sulla sponda. Ha accettato in silenzio di partire dalla panchina, in vista del Real. Prendono quota Kvaratskhelia che sulla sinistra e al centro è una turbina, con lui Zielinski e Anguissa, in difesa convince la sobrietà di Natal, il dinamismo di Ostigard, le promesse di Gaetano sempre pronto al gol. Da attendere solo il danese Lindstrom, non incide e non copre. La catena di destra ha intanto ritrovato Politano, e vale tanto. Aspettando Ancelotti”.

Antonio Corbo

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