IL CASO. La Nazionale, Spalletti e la clausola con il Napoli: ecco cosa sta accadendo
La Gazzetta dello Sport: “Risolto il contratto con un anno d’anticipo, Spalletti si è impegnato con il suo ex club per restare fermo un anno. In caso si mancato rispetto dell’impegno, scatta appunto la clausola e la penale, calibrata così: 3 milioni all’atto delle firme, il 30 giugno, e quota di 250 mila euro a scalare ogni mese, per arrivare a zero il prossimo 30 giugno. Oggi liberare Spalletti costa, appunto, 2 milioni e 625 mila euro. Il Napoli si è tutelato per non ritrovarsi contro il proprio ex allenatore. Su questa atipicità poggiano e strategie del presidente Federale confortato da alcuni pareri legali: l’Italia non è un club, non giocherà contro il Napoli, perciò viene meno il regime di «concorrenzialità». L’ interpretazione del Napoli prescinde dallo status di «concorrente»: se Spalletti torna in panchina e non rispetta l’anno di stop concordato, infrange comunque la clausola e quindi deve pagare la penale. E la deve pagare lui e nessun altro. Altro punto chiave: il contenzioso non è tra il Napoli e la Federcalcio, tra De Laurentiis e Gravina, ma tra De Laurentiis e Spalletti. Gravina non intende dare un euro a De Laurentiis. E De Laurentiis, nel tardo di pomeriggio di ieri, ha ribadito con fermezza la sua posizione: vuole tutti i soldi che gli spettano per contratto e non farà sconti. Non hanno fruttato le pressioni e le mille telefonate piovute in giornata da Coni e istituzioni varie per indurre ADL a più miti consigli. Resta il muro contro muro e il paradosso di un presidente che s’impunta contro il suo ex allenatore e complica la formazione di una Nazionale che comprende giocatori del Napoli e rappresenta anche la città di Napoli. La Federcalcio lavorerà ancora di diplomazia per arrivare a una soluzione di buon senso, ma non tratterà ad oltranza. Gravina vuole arrivare a una decisione definitiva da annunciare nei prossimi giorni e la scelta sarà quella di Luciano Spalletti. Dopo il no di De Laurentiis a ogni possibile mediazione pure a fronte delle pressioni anche politiche che lo invitavano a rinunciare al “bottino” come beau geste a tutela del Paese appare destinata a diventare una vera battaglia. Dovesse continuare il muro contro muro tra le parti, sarà poi il tribunale, in un secondo tempo, a decidere la legittimità della penale da pagare. La strategia della Figc, oltre alla effettiva mancanza di concorrenzialità tra Napoli e Spalletti, poggerebbe anche su una clausola di riservatezza legata all’accordo, che sarebbe stata violata da parte napoletana. Anche il fatto che Spalletti non stia lavorando e che la famosa clausola gli impedisca di rispondere a un’offerta professionale, potrebbe giocare a favore della Federcalcio agli occhi del giudice”.
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