I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, la matematica non è un’opinione”
Quella che potrebbe sembrare una frase trita e ritrita, sembra però avere sempre una buona dose di efficacia, soprattutto se la pensiamo sulla bocca del Barone Ottone degli Ulivi detto Zazà, per citare colui che ancora oggi è forse l’unico Principe della nostra città. Il dato meramente numerico di essere a meno sei dall’Inter e a meno tre dal Milan è infatti piuttosto fine a sé stesso se lo si valuta a fronte delle diciotto gare rimanenti. Se, invece, questo dato viene valutato a fronte dei risultati dei recuperi della giornata posticipata causa Supercoppa, ecco che probabilmente le singole gare Napoli-Parma e Inter-Lecce ci restituiscono delle informazioni alla luce delle quali il dato numerico precedentemente menzionato acquisisce la sua buona dose di “pesantezza”. Dopo essersi affrontate in uno scontro diretto tutt’altro che bloccato o parsimonioso di intensità, infatti, le due squadre più forti del campionato hanno faticato a creare occasioni da gol verso le porte difese da Rinaldi e Falcone. E se la prima ha dovuto fare i conti con le poche alternative a disposizione e con la stanchezza di quelli che ormai sono gli unici titolari possibili, la seconda è riuscita a portare a casa il massimo risultato grazie agli innesti dalla panchina. Chi, pertanto, a fronte di questa singola giornata, sostiene che le speranze per il Napoli si siano assottigliate ha tutte le sue buone ragioni per crederlo. Il Napoli, però, ha dalla sua il non distante rientro di almeno tre dei sei infortunati di cui ha dovuto fare a meno negli ultimi mesi. Ed ha dalla sua anche la possibilità di cedere gli innesti “deludenti” per potersi permettere l’investimento in qualche eventuale talento offensivo da impiegare all’occorrenza e con cui allungare la panchina. Ecco che, dunque, la gara col Sassuolo al Maradona, in cui si dovrà con ogni probabilità fare ancora a meno di Neres, può rappresentare per gli azzurri uno sprone ad affrontare con maggior lucidità e maggior cinismo i successivi infernali impegni che lo attendono. Perché sì, si può anche essere poco lucidi poco cinici e poco lunghi in panchina. Ma se nel mondo dell’intelligenza artificiale la matematica non è ancora diventata un’opinione, un motivo ci dovrà pur essere.
16/01/2026
Alessandro Pazzanese
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