DOPPIO EX. Hojlund: “L’Atalanta nel mio cuore, ma ora amo Napoli”

Rasmus Hojlund
Rasmus Hojlund

Rasmus Hjolund intervistato in esclusiva da Pino Taormina per Il Mattino. Ecco alcuni passaggi

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Domenica torna a Bergamo, in casa del suo primo amore italiano. Che partita sarà?
«L’Atalanta mi è rimasta nel cuore, ho vissuto una stagione indimenticabile. Ma ora è Napoli che amo. Mi sto godendo quest’anno e sappiamo che ci aspetta una partita importante, sia per noi che per loro. E che noi proveremo a vincere, come ogni partita che giochiamo».

È contento di quello che fino ad adesso ha fatto vedere nel Napoli?
«Credo che stia andando tutto come era nelle previsioni, che la mia sia una buona stagione. Ho giocato parecchie partite, sono stato coinvolto in molti gol e aiutato la squadra in ogni aspetto possibile. Mancano due mesi e mezzo e tredici partite al termine del campionato e continuerò a dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere il traguardo più alto possibile».

Quanto è migliorato con Conte?
Ora si sente un attaccante più completo?
«Ho ancora tante cose da imparare e sono certo che Conte è l’allenatore giusto per farmi crescere in tanti aspetti. Come è già successo. È vero, rispetto al Rasmus di agosto sono un calciatore diverso, sto ancora migliorando e, anche se non sono giovanissimo, sono sicuro di avere ancora molti margini. Io ascolto Conte, lavoro tanto con lui in allenamento».

Quanto è importante conquistare un posto in Champions?
«Il Napoli appartiene al club delle grandi squadre. Sappiamo che conquistare la qualificazione alla Champions è importante per noi come squadra e sotto l’aspetto finanziario per la nostra società.
Ma sappiamo anche che i tifosi sognano di tornare a giocare quella competizione».

È stato uno choc il mancato accesso ai playoff?
«Ci siamo rimasti male, ma non è stato uno choc, almeno io non lo penso. Perché stavamo attraversando un periodo di difficoltà, dovevamo lottare contro gli infortuni e scendendo in campo ogni 3 giorni. Una esperienza unica nella mia vita: non credo di aver mai giocato 9 volte in 27 giorni. Eppure vengo dalla Premier dove si gioca a un ritmo altissimo».

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