? AZZURRISSIMA. Napoli vista da Ludovica Carione: “Spaccanapoli e i Quartieri Spagnoli nel culto di Maradona”

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Spaccanapoli e i Quartieri Spagnoli sono spesso considerati i luoghi più belli di Napoli, quelli da visitare assolutamente, eppure continuano ad essere la zona più controversa della città, tant’è che molti sconsigliano ai turisti di attraversarla.

I Quartieri Spagnoli (San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario), sono così chiamati perché costruiti come alloggio per le truppe durante il dominio spagnolo. Proprio per la presenza di questi soldati, che spesso si lasciavano andare ad attività criminali, i Quartieri hanno iniziato a essere etichettati come zona malfamata fin dall’origine.

Anche il nome “Spaccanapoli” va preso letteralmente, poiché, passando dai Quartieri fino a Forcella, taglia in linea retta Napoli ed è il Decumano inferiore dei tre intorno ai quali i romani organizzarono la città.

Negli ultimi anni la zona sta lentamente ottenendo una vera e propria riqualificazione, diventando sempre più meta turistica grazie alla vicina stazione della metropolitana di Toledo, la colorata street art e la famosa “Via dell’Amore” (Vico Santa Maria delle Grazie).

I Quartieri Spagnoli, infatti, sono l’occasione perfetta per un turista per poter vivere il vero cuore di Napoli. Perché più che con i monumenti antichi, più che con i musei, Napoli si può rappresentare con i colorati panni stesi tra i palazzi, con l’odore del ragù nei vicoli stretti, con le scene di vita quotidiana che si possono rubare sbirciando nelle finestre dei bassi, con le edicole votive, con i cuori rossi appesi, inno all’amore e alla città stessa.

Inoltre, un giro per i Quartieri porta ad un contatto diretto con il tipico tifo partenopeo, in particolare con il “culto” della figura di Maradona. Imperdibili, infatti, per un tifoso in visita i numerosi murales a lui dedicati. Ad esempio, “el Pibe de Oro” spicca su un muro di via Emanuele de Deo fin dal ’90 ed ha subito un recente restyling. Ha avuto vita molto più breve, invece, il recente murales di TvBoy, in via S. Biagio dei librai, che raffigurava Maradona come un santo, che stringe tra le mani il pallone e una bandiera del Napoli, scomparso a meno di due giorni dalla sua apparizione.

Altra opera da vedere si trova in prossimità di vico Lungo Gelso, nato dalla collaborazione del napoletano Salvatore Iodice (restauratore del murales in via de Deo) e l’argentino San Spiga, giunto a Napoli proprio per seguire le orme dell’idolo calcistico. I due hanno deciso di ricordare l’iconica immagine della “mano de Dios”, dei mondiali del ’86.

Un’altra chicca si trova a Spaccanapoli, vicino la Piazzetta Nilo: un vero e proprio altarino dedicato alla leggenda che è Maradona, amato religiosamente da generazioni di tifosi e che rimarrà per sempre tra i pilastri della storia del calcio.

Ludovica Carione

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