? Anna Trieste: “La vittoria di quelli che sono rimasti fino alla fine”

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Prima di poter scrivere qualsiasi cosa in merito a Napoli-Chievo, match di campionato disputatosi ieri pomeriggio nell’impianto di Fuorigrotta, è necessario e pregiudiziale farsi prima una domanda: state tutti bene? Vi siete ripresi? I vostri cari come stanno? Quanti di voi hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici, in particolare a quelle dei cardiologi e a quelle degli psichiatri? I complementi di arredo delle vostre case sono ancora tutti al loro posto? O qualche ceramica di Capodimonte è andata a finire per sbaglio nfacc a qualche parente seduto al vostro tavolo per pranzo? E, soprattutto, siete tra quelli che ieri stavano al San Paolo e hanno abbandonato lo stadio prima che finisse la partita?

No, perché se siete tra quelli che annoiati, arrabbiatissimi e scocciati hanno lasciato il proprio posto sullo 0 a 1, prima della fine del match, sappiate che ben vi sta e che vale per voi lo stesso messaggio lasciato nel maggio dell’87 ai cari estinti: «Che vi siete persi». Sì perché anche se in gioco non c’era lo scudetto vero e proprio ma tre punti e una vittoria con il Chievo (che comunque lo scudetto permette ancora di sognarlo notte e giorno), sappiate che quella che vi siete persi è stata una rimonta epica. Non solo e non tanto perché giunta quando mancava meno di un minuto al novantesimo quanto perché dopo una partita sana sana passata a colpire qualsiasi cosa tranne la rete alle spalle di Sorrentino, il portiere del Chievo per l’occasione tramutatosi in Batman, metterne dentro due con precisione chirurgica praticamente a partita finita è stata una di quelle di cose che consente definitivamente a tutti di stabilire che il calcio è lo sport più bello del mondo. Certo, il fatto che tutto ciò sia avvenuto proprio quando voi ve ne siete andati è una coincidenza e qui nessuno ipotizza il contrario ma grazie a Dio esistono le telecamere e da lì, solo da lì però, purtroppo per voi, potrete rivedere il gol di Milik all’89esimo e, soprattutto, la seggiata a giro di Diawara al 93esimo. Un gol bellissimo, che resterà nella storia. In primis perché è il suo primo gol in serie A e si tratta di una seggiata vibrata da Diawara esattamente nel giorno in cui Hamsik raggiunge e supera sua capitanità Palo e Fierro e poi perché si tratta del primo gol della storia del calcio messo effettivamente dentro dal centrocampista guineano ma segnato praticamente da tutto lo stadio. Come Callejon è andato alla bandierina per battere l’ultimo corner della partita, infatti, tutti quelli che erano rimasti allo stadio hanno urlato così forte «Schiattalo arint!» che alla fine, volente o nolente, il pallone di Diawara è entrato. A dimostrazione del fatto che il pubblico può e deve essere il dodicesimo uomo in campo. Non se ne deve andare, però!

Anna Trieste per Il Mattino

 

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