Aspettando Sarri avanzano le ipotesi Benitez o Conte
Quando Rafa Benitez aveva lasciato Napoli, tre estati fa, quasi nessun tifoso azzurro avrebbe speso un solo soldo per convincerlo a rimanere. Troppo logoro il rapporto con la società, andato ormai anche quello con la squadra. Quel Napoli aveva chiuso male, malissimo. Il tonfo finale al San Paolo con la Lazio non aveva regalato l’accesso alla Champions e in un colpo anche quanto di buono fatto sembrava sparito. Nell’ultimo triennio, però, Rafa non sembra essere andato mai via: il paragone continuo con l’avventura di Sarri si è protratto nelle stagioni, il «peso» degli ultimi successi o di quanto fatto in Europa dallo spagnolo si è avvertito chiaro. Ed ora che l’allenatore toscano sembra essere giunto al possibile passo d’addio, l’idea di un eventuale ritorno di Benitez torna prepotente sulla scena napoletana.
Dopo la brevissima parentesi al Real Madrid, Rafa ha riportato il Newcastle in Premier League dopo la retrocessione che non aveva saputo evitare, regalando oggi ai bianconeri inglesi anche la salvezza. Ma non è detto che la sua avventura continui in Inghilterra, vista una situazione societaria poco chiara da anni e la voglia di nuovi stimoli. Se le strade tra il Napoli e Sarri si dovessero dividere, in caso di ritorno in azzurro lo spagnolo troverebbe una squadra completamente diversa rispetto a quella lasciata tre anni fa. Alcuni veterani sono ancora lì, altri nuovi volti sono diventati l’ossatura fondamentale della squadra. Benitez, infatti, non poteva contare su Hysaj e Mario Rui, perse Reina al secondo anno di Napoli, si ritrovò ad utilizzare Gargano o David Lopez e non Allan. Altri calciatori che con lui non avevano reso al massimo, come Koulibaly e Jorginho, oggi sono imprescindibili.
Ma se dovesse ritrovarsi di nuovo a Napoli, di certo Rafa non potrebbe lamentarsi. Al netto delle eventuali cessioni estive, la squadra oggi ha una identità forte da cui poter ripartire e potrebbe farlo con i colpi giusti sul mercato. Tatticamente sarebbe ideale per lo spagnolo, visti i dettami lasciati da Sarri in questi anni. Nelle ultime stagioni Benitez ha spesso alternato il 4-2-3-1 mostrato anche in azzurro con il 4-3-3 conosciuto nelle ultime stagioni al San Paolo (o con un 4-4-2 semplice ed efficace ndr). Diverso, invece, sarebbe il discorso con l’eventuale arrivo in panchina di Antonio Conte.
Anche l’ex Ct della nazionale italiana, infatti, sembra essere in lizza per una nuova panchina il prossimo anno dopo l’addio quasi certo al Chelsea (che guarda molto attentamente a Sarri per ripartire ndr). Conte sembrerebbe pronto ad un ritorno sulla scena italiana, voglioso anche di togliersi qualche sassolino dalle scarpe di troppo dopo l’avventura alla Juventus che potrebbe diventare la sua principale antagonista. Ma servirebbero investimenti forti: il calcio mostrato da Conte nelle ultime stagioni, infatti, si allontana tanto dal progetto visto a Napoli. Muscoli, potenza, sagacia tattica, voglia di sacrificio, questi i dettami dell’allenatore pugliese visti anche nell’avventura di Londra con il Chelsea, abile a vincere la Premier nell’anno d’esordio. Servirebbe nuova linfa in mezzo a centrocampo, da sempre punto di forza per Conte, ed esterni capaci di fare la differenza.
Tutto viaggia nel vagone delle ipotesi, ma di certo il 3-5-2 tanto caro a Conte e visto anche tra Juventus e Nazionale poco si rifà a quanto fatto a Napoli nell’ultimo quinquennio. Più, invece, si avvicinerebbe al Napoli mazzarriano, quello tutto sudore, fatica e sprint di qualche stagione fa, che ritrovava poi in Edinson Cavani terminale incredibile e spietato e che faceva della voglia e della mentalità la sua arma principale. Progetti in divenire, ipotesi che si susseguono e che già interessano ai tanti tifosi azzurri. Prima, però, c’è da chiudere un campionato e capire quale sarà il futuro di Sarri. Se De Laurentiis riuscirà a convincerlo, allora non ci sarà ipotesi che tenga e il progetto Napoli potrà vestirsi di un abito nuovo e presentarsi ancora in scena. Mattino.it
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