? Il Roma: “Talento e umiltà, Rog sarà determinante”

Rog

Ha segnato con il numero trenta Marko Rog. Finalmente. Dopo un anno dal suo arrivo, dopo una stagione vissuta ai margini, dopo un percorso che l’ha trasformato: tecnicamente, tatticamente, umanamente. La rete all’Atalanta, quella del 3-1, quella che ha chiuso i giochi, è il premio alla sua pazienza, alla tenacia con la quale il croato ha accettato le scelte del suo allenatore, alla sua voglia matta di mettersi in mostra ogni qualvolta se n’è presentata occasione in passato. E in silenzio e lavorando.

CONTROPIEDE. Ieri sera Rog è stato bravo a seguire tutta l’azione, a leggerne i possibili sviluppi. S’è fatto trovare pronto in area, ha superato Berisha con un tiro secco e potente, quindi è esploso di gioco coi compagni e coi tifosi, s’è lasciato travolgere da un istante che avrà invocato a lungo e finalmente è arrivato. Lo stadio San Paolo lo ha coccolato – virtualmente – per tutta la stagione ed ha apprezzato quel gesto tecnico, lo ha accolto con un disteso sorriso, con un sospiro di sollievo (per il risultato in cassaforte) ed anche con una spruzzata di felicità. Rog è una sorta di idolo, un giocatore accudito sin da subito, stimato dai tifosi che lo hanno sempre sostenuto, soprattutto quando hanno capito che sarebbe passato del tempo prima di vederlo regolarmente in campo.

CRESCITA. E’ andata esattamente così e Rog è stato umile nel comprendere determinate gerarchie. S’è messo in fila, ha atteso il suo momento, ha stretto forte le diciannove presenze raccolte lo scorso anno e s’è ripromesso di ripartire alla grande, con un bagaglio di esperienze prezioso. Oggi Rog è diverso da ieri: conosce il calcio italiano e il calcio di Sarri, sa quando portare palla e quando darla subito, sa quando inserirsi e quando restare a difesa del centrocampo, ha memorizzato ogni particolare di una filosofia tattica che adesso gli appartiene. Il gol è la conseguenza della sua crescita ed anche un premio. Magari sarà semplicemente il primo di una lunga serie. In carriera ne aveva già realizzati diversi, è una dolce abitudine che rientra nella lista di peculiarità che questo ventiduenne dal grande impatto fisico mostra fiero. Il Napoli spese quindici milioni di euro, un anno fa, per acquistarlo dalla Dinamo Zagabria. A breve il suo valore potrebbe raddoppiarsi, come quello di molti suoi colleghi. Potere delle idee. E del talento.

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