ESCLUSIVA AZZURRISSIMO: intervista a Dario Ronzulli di Radio Sportiva: “Passato, presente e futuro della formazione azzurra”

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il giornalista e conduttore radiofonico di Radio Sportiva, Dario Ronzulli, con lui abbiamo analizzato in larga scala la situazione degli azzurri:
A chi attribuiresti i meriti di un campionato fin ora migliore di quello dell’anno scorso? Le idee calcistiche di Sarri sono la base ma senza l’appoggio della società e la fiducia dei giocatori nel sistema sarebbero rimaste lettera morta. Però è innegabile che gran parte dei meriti vada all’allenatore: ha ridato entusiasmo a giocatori spenti (Higuain, Hamsik), ha rimesso al loro posto giocatori prima spaesati (Jorginho su tutti), ha dato stabilità ad una fase difensiva che con Benitez era un pianto. Il grande limite di Sarri è aver gestito male la rosa, nel senso che schierare sempre gli stessi 11 comporta un doppio rischio: diventare prevedibili e spremere oltremodo una parte del gruppo. Per l’anno prossimo, complice la Champions, bisognerà evidentemente cambiare strategia.

Credi si potesse fare di più con un mercato di gennaio diverso? Il mercato invernale ha avuto una sua logica condivisibile: prendere elementi di prospettiva senza andare ad intaccare le gerarchie prestabilite mantenendo così l’equilibrio creato. Grassi, ad esempio, è un ragazzo su cui c’è da puntare a occhi semichiusi. Capisco chi critica il Napoli di non aver preso/cercato qualcuno di caratura superiore però credo che diversamente Giuntoli non potesse muoversi: a gennaio non è semplice prendere giocatori di qualità, dal rendimento affidabile ed immediate senza spendere cifre alte che non penso il Napoli voglia e possa spendere. Ma anche se fosse arrivato un profilo diverso da chi è stato acquistato ho i miei dubbi che sarebbe cambiato qualcosa per quello che dicevo prima, ovvero il poco per non dire inesistente turnover.


Che speranze ha il napoli di raggiundere il primo posto, e di essere ripreso dalla roma? Pochissime in entrambi i casi. La Juve è tremendamente solida, ha un calendario più “semplice”, è mentalmente pronta a non lasciare nulla per strada. Chiaro che può succedere di tutto ma la percentuale di una rimonta è veramente risibile. Un po’ più alta è quella sul ribaltone secondo posto se non altro perché c’è lo scontro diretto: tuttavia il pareggio della Roma con il Bologna è stato manna dal cielo per i partenopei. Fondamentale per Hamsik e compagni arrivare alla sfida dell’Olimpico con almeno quattro punti di vantaggio per tenere la posizione anche in caso di sconfitta.


Credi che il Napoli sia Higuain-dipendente? No: parlerei dell’argentino come di un enorme valore aggiunto. Con il Pipita in campo il Napoli ha un leader carismatico e un bomber tecnicamente straordinario. Senza ha dimostrato comunque di saper trovare vie alternative al gol.


Con un’offerta da 94 mln bisognerebbe cedere Higuain? Di corsa! A quelle cifre nessun club italiano può permettersi di dire no, neanche per il proprio miglior giocatore. A malincuore lo venderei ma, come il Napoli è ripartito dopo Cavani, dovrà avere la capacità di ripartire dopo Higuain. Peraltro non è mica detto che arrivi qualcuno a portare quella cifra.

Fabio Palmiero

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