A MENTE FREDDA. Marco Breglio: “Sarri è diventato per molti un personaggio scomodo”
Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Questa citazione illustre sarebbe da tener presente ogni qualvolta ci si voglia atteggiare a moralisti o a presunti tali. Capita a tutti, e su questo bisogna essere onesti, di perdere le staffe e di usare terminologie che spesso non hanno il significato proprio, ma sono semplici espressioni di tensione agonistica. Lo sa bene Mancini, che il campo l’ha calcato e ne calca i bordi da tempo, che l’insulto sul rettangolo verde è quasi prassi. La quantità di improperi che affolla le partite e che, proprio in virtù di quell’agonismo, è sempre stata in qualche modo giustificata, ha il suo capo e la sua coda nella partita stessa. Certo, l’occasione fa l’uomo ladro. Ed è così che si passa a considerare l’insulto “finocchio”, stupidamente rientrante, e non da oggi, nel bagaglio di offese di gran parte degli italiani, come un’espressione di innegabile omofobia. Ciò detto, è indubbio che l’atteggiamento di Sarri non è stato un atteggiamento corretto. La delusione per una sconfitta che stava maturando in favore della solita Inter provinciale, costantemente stanziata nella propria metà campo e artefice di due tiri e due gol, ha sicuramente contribuito alla sfortunata vicenda. Le scuse del tecnico azzurro non sono però state prese minimamente in considerazione da Mancini, che nel post partita ha voluto parlare esclusivamente dello spiacevole episodio, sottraendosi anche alla conferenza stampa di rito. Il tecnico jesino calca dunque la mano sulle offese, dando a quest’ultime un’importanza enorme, riducendo, cioè, la partita ad evento accessorio della lite verbale tra gli allenatori, con successiva risonanza internazionale di uno scambio di battute che avrebbe potuto concludersi negli spogliatoi con le scuse di Sarri e la vecchia stretta di mano. Ciò che colpisce è l’immediata dichiarazione: “Non può stare nel mondo del calcio, in Inghilterra lo avrebbero messo subito alla porta”. Certo è che l’allenatore azzurro è diventato un personaggio scomodo per molti, ad esempio per Mancini. Un uomo che ha dovuto fare tanta strada per affermarsi ad alti livelli che sta dimostrando una grandissima conoscenza del calcio con cui il tecnico interista è costretto a subire il paragone. Non deve essere stato facile per uno come lui, abituato, invece, a palcoscenici internazionali, accettare il fatto che è opinione pubblica che il Napoli gioca meglio dell’Inter, che è dato oggettivo che Reina entra spesso in campo quasi da spettatore e Handanovic si rivela essere altrettanto spesso il più coinvolto e il migliore dei suoi. Insomma, un episodio di margine che diventa un caso nazionale, una leggerezza che diventa omofobia, e pertanto un rischio concreto di squalifica per Sarri, uno che nelle interviste ha sempre e solo voluto parlare del calcio giocato. Evidentemente, però, c’è chi preferisce soffermarsi su altro.
Marco Breglio
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