JUVENTUS-NAPOLI. Pazzanese: “In ballo i destini delle due panchine”

Alessandro Pazzanese
Alessandro Pazzanese

Già solo immaginarsi uno Juventus-Napoli con Luciano Spalletti sulla panchina dei bianconeri e Massimiliano Allegri su quella dei partenopei, non più tardi di tre anni fa, sarebbe potuta sembrare nulla più di una perversione mentale. Se poi a ciò si aggiunge la circostanza secondo cui in ballo ci sia la salvezza o la dannazione di una delle due panchine, ecco che la perversione si trasforma in una perversione infernale. La Juventus, che non perde in casa col Napoli da una serata non esattamente appropriata per chi soffre di problemi cardiaci come quella del 23 aprile 2023 che, a panchine invertite, sancì l’assegnazione virtualmente definitiva del terzo scudetto agli azzurri, rischierebbe di entrare nell’ennesima crisi del girone d’andata che l’ha vista protagonista nelle ultime stagioni, condannando Spalletti alla dannazione del secondo esonero consecutivo dopo quello in Nazionale. I bianconeri, al netto dei numerosi infortuni, continuano infatti ad esprimere confusione e svagatezza nella loro proposta di gioco, che continua ad oscillare tra la difesa a 3 e la difesa 4 e tra l’impiego di un esterno come Alajbegovic dietro due “punte” come Kolo Muani e Woltemade, o di trequartisti adattati come McKennie o Nico Gonzalez alle spalle sempre di uno di questi due. Il Napoli, che a detta di molti dovrebbe aver ritrovato fiducia dalla larga vittoria conseguita in casa del Monza, si ritroverà invece a Torino senza ben sette pedine potenzialmente determinanti (si è aggiunto anche Lobotka) e, soprattutto, senza aver ancora colmato neanche lontanamente i limiti nella fase difensiva e nell’abbassamento del baricentro in alcuni momenti di gara. Una sconfitta per la squadra di Allegri implicherebbe, dunque, non solo la conferma dell’incapacità del Napoli di riportare due vittorie consecutive in queste prime dieci gare di campionato, ma anche il progressivo allontanamento anche del quarto posto, se si dà per assodata la vittoria interna del Como di Fabregas contro il Venezia di Nicola (che ha perso immeritatamente in settimana nel confronto interno contro l’Inter). Un’eventuale dannazione, tutto sommato, non di portata così minore rispetto a quella bianconera. In campo si dovrebbe rivedere Kevin De Bruyne dal primo minuto in cabina di regia, con i ritorni di Di Lorenzo e, si spera, anche di Rrahmani nella linea difensiva a 4. Tridente in avanti confermato, con la fiducia per il gol ritrovato di Hojlund, per un Politano generoso e concreto visto in scena al Brianteo, e per un graduale ritorno alla concretezza offensiva per Noa Lang, da cui adesso è lecito attendersi anche qualche marcatura in più in aggiunta all’unica realizzata il 10 ottobre contro il Frosinone al Maradona. Ehm, scusate volevo dire allo stadio intitolato a D10S che oggi avrebbe compiuto 66 anni (conta anche questo in un pre-gara com quello che ci si accinge a vivere). Ma oltre a ciò, e alle memorie perverse del recente passato, la vera consapevolezza che deve passare nelle teste dei giocatori del Napoli (e, forse anche di quelli della Juventus, ma senza impegni) è che il minor male con cui si potrà uscire dall’Allianz Stadium domenica sera è il ritorno in Purgatorio.

30/10/2026

Alessandro Pazzanese

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