I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, è il momento della controprova”
La vittoria interna con il Bodo Glimt ha già risvegliato gli animi di alcuni tifosi e opinionisti, a cui detta sembra che sia bastato il pirotecnico 4-3 contro i norvegesi per sancire la guarigione del Napoli da tutti i suoi mali. Di sicuro, quando la squadra di Allegri funziona nei suoi interpreti cardine, tutto assume dei connotati differenti, come dimostrano le tre reti in rimonta a quelle del Bodo e le giocate dei due totem del centrocampo partenopeo. Ma la completezza d’analisi impone anche di sottolineare l’innata vulnerabilità difensiva che ancora una volta la squadra ha palesato ad inizio ripresa, oltre che nella rete del definitivo 4-3: quando, infatti, l’intensità cala e il baricentro arretra, sia pure in parte per meriti degli avversari, il Napoli dà la sensazione di poter subire gol in qualsiasi azione i suoi rivali costruiscano. E se ci si permette un’impostazione del genere anche solo per pochi istanti contro la Roma, le cose sono senz’ombra di dubbio destinate ad andare male. I capitolini, infatti, si presentano al Maradona come una compagine già rodata nel tempo dal lavoro quotidiano biennale di Gasperini, pur dovendo fare a meno di gente come Koné, Dybala e Pellegrini. E i duelli in mezzo al campo saranno di assoluta intensità , sia agonisticamente parlando, sia anche anagraficamente come si vedrà nel caso di Lulli e Spinazzola, che nelle ultime due stagioni ha segnato due reti ai suoi ex colori. Allegri punterà sul legittimo (ma non meno rischioso) riposo dell’insostituibile Rrahmani, offrendo una coppia di centrali difensivi costituita da Rafa Marin e Badiashile, mentre a centrocampo si rivedrà con ogni probabilità uno tra Lobotka e Gilmour al fianco dei due totem, con Anguissa ancora non al top che potrebbe partire dalla panchina. Nota positiva è il rientro in rosa di Vergara, che potrebbe essere convocato o meno a seconda dell’autonomia che si sentirà di garantire alla squadra dopo l’ultima sessione di allenamento. Insomma, si tratta della vera e propria controprova della parziale guarigione del Napoli, che in troppi hanno già dato per scontata dopo la soddisfacente ma non impeccabile vittoria di Champions.
23/10/2026
Alessandro Pazzanese
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