IL PRESIDENTE. De Laurentiis: “Il Napoli non è in vendita”
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”: “Il Napoli è in vendita? Il club non è in vendita. Gli arabi offrirono 3 miliardi e mezzo, ma non volevo andare in pensione. Il cinema lo so fare, il calcio ho imparato a farlo abbastanza bene attraverso mille difficoltĂ in un ambiente vecchio che andrebbe rivisitato. Il calcio è condotto da chi non ha squadre. Offerta di Rizzetta? Un anno fa ho ricevuto una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, non lo conoscevo ma ho accettato. Mi presentò un paio di fondi che rappresentava, volevano comprare il Napoli. I nostri avvocati si sono confrontati, anche per capire che tipo di offerta volevano fare. Serviva una due diligence per approfondire anche lo stato dei loro fondi, uno deve sempre indagare prima di acquistare o vendere, ma questa due diligence non è mai cominciata, questa cosa mi ha divertito molto. Questi 2 miliardi e passa li volevano pagare in parte alla firma e una gran parte in tre anni, ma il mio ruolo si sarebbe ridotto fino a diventare presidente onorario. Io ho chiesto garanzie sul lavoro svolto in piĂą di 20 anni, ho una responsabiliĂ verso una cittĂ e verso un popolo intero. Negli Stati Uniti abbiamo fatto la proiezione del film sullo scudetto vinto con Conte e abbiamo avuto un grande riscontro, anche in America ci sono tanti tifosi del Napoli, sono ovunque. Il nostro brand è cresciuto, lo abbiamo sviluppato da soli, abbiamo fatto anche l’accordo con Armani per i kit. Io devo avere garanzie da chi vorrĂ acquistare, vorrei restare al comando al di lĂ dei soldi, sono l’ultima cosa. Chi ha due o tre fondi alle spalle non può chiedere pagamenti dilazionati, parti male. Rizzetta ha chiesto di venire a vedere la partita allo stadio, l’ho ospitato volentieri. Poi ci siamo visti anche altrove, mi ha invitato a vedere una partita del Napoli Basketball. Poi mi ha chiesto di nuovo della cessione del club, ma gli ho detto di non insistere. Il mio obiettivo è lo stadio adesso, sarĂ un grande impegno anche fisico, non solo economico. Dovremo creare una nuova realtĂ , Rizzetta invece accetterebbe anche il Maradona. Io invece vorrei un nuovo stadio e farei un bel parco verde al posto del Maradona, in quella zona ci sono problemi anche sismici. Io non ho deciso di vendere, ma qualora dovessi decidere di farlo preferirei cedere il club a un napoletano, non ad un americano, chi è di qui conosce meglio certe dinamiche. Mio padre mi ha insegnato ad amare questa cittĂ . Mi hanno dato sempre del visionario, ma ho parlato delle piattaforme giĂ anni fa, anche il cinema subisce dei cambiamenti. I film esisteranno sempre, raccontano il presente, il passato e il futuro. Il calcio dovrĂ cambiare, in Inghilterra c’è un rosso enorme, eppure fatturano piĂą di tutti. In America, con la NBA, quando c’è un problema ne discutono e si fermano, lì la societĂ piĂą piccola vale 3 miliardi e mezzo. Noi qui facciamo solo polemiche su tutto, su Malagò, Abodi, UEFA, FIFA e cose così, ma non va bene. Non possiamo perdere i bambini, sono il nostro futuro. Rizzetta in societĂ assieme a me? L’ho conosciuto poco, ma è un uomo d’azione, quindi difficilmente potrebbe avere uno come me accanto. Io ho i miei collaboratori, ma voglio essere libero d’agire. Il calcio muta in continuazione, non si sa mai come andrĂ , lo abbiamo visto anche in Roma-Real Madrid 3-4. Noi dobbiamo recuperare, Allegri ha grande esperienza, serve pazienza, dobbiamo anche recuperare gli infortunati. Quando si perde non si deve buttare tutto all’aria, bisogna restare calmi, aspettare e riconoscere gli errori. Poi insieme modificheremo quello che possiamo modificare. Nella vita si pareggia, si vince e si pe
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