I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, a destare preoccupazione non sono le sconfitte…”
Ciò che realmente ad oggi desta preoccupazione della squadra di Allegri non sono tanto le tre sconfitte consecutive da cui viene, in cui comunque gli azzurri hanno dimostrato di potersela giocare rimanendo fino all’ultimo in gara come accaduto contro i troppo superiori Campioni d’Inghilterra (che comunque hanno a più riprese graziato sia Meret sia Milinkovic), quanto l’ambiente che a partire da esse si è venuto a creare: innanzitutto, gli infortuni di Meret ed Alisson contro l’Arsenal, costringono nuovamente il Napoli a dichiararsi in emergenza sulle fascia sinistra, che contro il Bologna verrà per forza di cosa assegnata ad uno tra Neres o, più probabilmente, il monello Noa Lang che sarà perdonato per necessità dal famoso atteggiamento non idoneo avuto martedì in allenamento, ma anche su quella destra dal momento che Politano si dimostra sempre più a corto di energie, e le uniche alternative rimanenti sono Neres a mezzo servizio piuttosto che un Vergara adattato, che invece in questo momento dovrebbe servire a dare respiro all’insostituibile (anche qui per necessità) Kevin De Bruyne. A questo si sono aggiunte le contestazioni che le due curve hanno intrapreso contro la società durante la gara con l’Arsenal (che continueranno anche contro il Bologna) per la gravosa politica dei prezzi e per le recenti incomprensioni in ritiro. Tutti circostanze fastidiosamente ingombranti ed invadenti che bisognerà avere la bravura di gestire e di rendere quantomeno condizionanti è possibile al cospetto di due sfide contro due squadre che attendono solo di conseguire le loro prime vittorie in stagione. A cominciare dal Bologna di Tedesco che, con un solo punto racimolato in tre gare, sembra ritornato “in fiducia” dal gol in extremis di Dovbyk contro il Sassuolo che lo ha salvato dalla terza sconfitta consecutiva in campionato. Scelte obbligate per Allegri, dunque, che punta oltre che su De Bruyne e Lang, sui papabili rientri dal primo minuto di Spinazzola e Anguissa. Perché, di fatto, l’obbligo vero è solo la vittoria.
11/09/2026
Alessandro Pazzanese
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