FOCUS. C’è tensione nel Napoli, lo testimoniano parole forti e il battibecco Lucca-De Bruyne
“Al di là dell’ennesima prestazione insufficiente e della sconfitta, la settima in 14 partite e la terza su 4 giornate di Champions, al Dragão è andato in scena uno spettacolo in più atti estremamente preoccupante per il presente e il futuro di squadra e club. Una catena di eventi da analizzare senza minimizzare o rimandare: sarebbe l’ennesimo errore di valutazione dall’estate. Nell’ordine: spiacevole battibecco con vaffa tra Lucca e De Bruyne; dichiarazioni forti ma realistiche di calciatori importanti e rappresentativi come Politano, Hojlund e McTominay, con punte di profondo disaccordo rispetto a quelle di Allegri. Che, a dispetto del 4-1 e del naufragio totale del secondo tempo, ha definito la partita dei suoi «buona per settanta minuti» e «anche migliore di Torino». Una confusione da Champions”. Lo scrive il Corriere dello Sport.
I duri sfoghi di Politano, McTominay e Hojlund
A certificare lo stato di massima allerta sono state soprattutto le dichiarazioni dei protagonisti delle tenebre portoghesi, come ricostruito dal Corriere dello Sport: “A cominciare da Politano, capitano per l’assenza di Di Lorenzo: «Chiedo scusa ai tifosi, sono molto incazzato: dobbiamo fare un esame di coscienza, stare zitti e lavorare. Io ci metto sempre la faccia, ma vorrei che venisse qualche altro compagno a dare spiegazioni, non sempre noi italiani… Ma va bene così». Matteo non sapeva che Hojlund e McTominay erano ai microfoni: «Sono molto arrabbiato, non riesco a spiegarlo a parole. Dobbiamo reagire e basta», ha detto McT, già infuriato a fine partita. Gran finale con Rasmus. A Sport tv gli chiedono con quale spirito tornerà tra qualche giorno in Portogallo con la nazionale danese: «Non vedo l’ora! Ora, però, dobbiamo chiudere bene con la Lazio. Detto questo, aspetto con piacere di cambiare aria». Non serve commentare. Prima ancora aveva dichiarato: «Non sono d’accordo con Allegri: non abbiamo giocato bene. Bisogna smettere di perdere, ora sono davvero tante partite. Dobbiamo guardarci tutti allo specchio e prenderci le nostre responsabilità: giocatori, allenatore, società».
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