IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “C’è chi in questo finale sta facendo peggio del Napoli, ma…”

Alessandro Pazzanese
Alessandro Pazzanese

IL PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO

NOTA STONATA

I NUMERI DEL NAPOLI NELLE ULTIME SEI GARE: Otto punti in sei gare. Solo sei nelle ultime quattro in casa. D’accordo, c’è chi in questo finale di campionato ha fatto ben di peggio con quattro punti sempre nelle ultime sei. Ma un’analisi accurata spingerebbe anche a dire che tra il Napoli del primo tempo di ieri, dei primi sessanta minuti a Como e dei 193 minuti totali giocati tra Parma e gara interna con la Lazio, e il Milan delle ultime uscite, non vi sia poi una così grande differenza di atteggiamento. Ed è poco solida la spiegazione in base a cui il gol di Calhanoglu allo scadere del prima frazione di gioco contro la Roma abbia portato gli azzurri ad avere questo tipo di rendimento nelle cinque gare successive: sarebbe, infatti, quantomeno apocalittico se una suggestione illogica di poter vincere uno scudetto quando si era a sette punti di distanza dalla capolista, fosse diventata l’origine di una corsa verso un baratro quale potrebbe essere l’ipotesi di una mancata qualificazione in Champions. Di sicuro, l’aver visto nel primo tempo di ieri una squadra approssimativa che sbagliava scelta in ciascuna delle due fasi, e con la sua fonte di gioco principale in maglia 68 che, oltre alla mancata scalata su Bernardeschi in occasione della rete del vantaggio, sembrava vagare fra gli avversari senza né una meta né una minima parvenza di pulizia tecnica, non lascia di certo tranquilli per questi ultimi 180 minuti da giocare. E se nella seconda frazione, l’immediato pareggio e il ritorno in auge di Hojlund e Alisson sembrava aver già innescato una reazione veemente con cui si poteva pervenire alla vittoria, di fatto la squadra di Conte non è mai riuscita dopo il 2-2 ad impensierire Pessina se non con un colpo di testa sbilenco di McTominay e con una conclusione dal limite di Rrahmani (peraltro nessuna delle due occasioni realmente dirette nello specchio della porta). L’errore finale di Spinazzola ha, anzi, addirittura permesso alla squadra di Italiano di battere serenamente a rete verso la porta di Milinkovic con Miranda prima, e il prolifico Rowe poi, che ha permesso in extremis al Bologna di portare a casa la vittoria. Insomma, i drammi da fare in una stagione in linea con gli eventi accaduti sono pochi, ma gli allarmi da suonare in caso di mancato raggiungimento dell’ultimo obiettivo rimasto no.

12/05/2026

Alessandro Pazzanese

 

 

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