RE GIORGIO. Armani e il Napoli, una storia bellissima
Un bellissimo articolo di Pino Taormina per Il Mattino
🔵🔵💙
È dall’estate del 2021 che c’è il marchio di EA7 sulla maglia del Napoli, il primo club al mondo del calcio ad autoprodursi la divisa ufficiale di gioco e tutto il resto del kit tecnico. Un colpo di genio di Aurelio De Laurentiis che trovò subito in Giorgio Armani il partner perfetto. «Ma lo faccio solo per te», disse lo stilista più famoso al mondo. Da allora, sono state create da Aurelio e dalla figlia Valentina che lo ha affiancato dal primo istante, una quarantina di magliette. Per ogni occasione: il bacio a San Valentino, quella in onore di Halloween, quella nera con le celebri “capuzzelle del cimitero delle Fontanelle”, un’altra con le ragnatele, quella con la renna Rudolph e il suo naso rosso. Insomma, non solo il kit azzurro, bianco, rosso che si alternano tra le gare in casa e quelle fuori.
Senza Armani, difficilmente a De Laurentiis sarebbe riuscito il blitz. «Per me è un momento di grande tristezza» dice il patron azzurro in un tweet. A De Laurentiis, mentre tutti per via della crisi legata al Covid puntavano a sottoscrivere accordi commerciali di lunga durata, venne in mente di fare tutto da solo. E di rompere l’accordo con lo sponsor tecnico.
Con Armani, è stato illuminante: in pochi mesi, infatti, il Napoli è capace di tradurre una idea di un capo di abbigliamento in un prodotto finito. Con i grandi marchi sportivi, c’è bisogno di almeno un anno. Se non di più. Il risultato? Un matrimonio dove ai tifosi viene voglia di comprare non solo la maglia di gara, ma i tanti capi della collezione con il marchio di Giorgio Armani che sono perfetti anche per tutti i giorni.
Il matrimonio
Nell’inverno del ‘21 De Laurentiis decise di rompere un accordo con lo sponsor tecnico appena siglato dal figlio Luigi: si era convinto che dovesse farsi le maglie da solo. Un chioso fisso. «E allora chiamo Giorgio, un amico, che mi ha messo a disposizione il marchio EA7. Ricordo che c’erano problemi con i trasporti e le spedizioni per il Covid, eravamo in ritiro, Spalletti era preoccupato: “Presidente, ma non è che alla prima partita andremo in campo con le maglie vecchie?”». D’altronde, per tutto il ritiro, la squadra si era allenata con il materiale della stagione precedente. Il patron non si perde d’animo: trascorre notti insonni. Perché De Laurentiis in prima persona parlava con i vari spedizionieri sparsi tra i porti della Cina, della Turchia, del Medio Oriente. «Ogni volta che chiamo, sono fortunato: trovo sempre qualcuno che tifa per il Napoli. Siamo un popolo straordinario e si trovano napoletani dovunque».
Tutti lo sconsigliano: gli dicono che magari guadagnerà di più, ma a costo di perdere troppo tempo. Lui va dritto come un treno, anche perché sa che potrà sfoggiare un brand internazionale unico come quello dell’EA7, da poco sponsor sia della Nazionale (che vince l’Europeo) che dell’Italia che va alle Olimpiadi a Tokyo. «Ha sempre puntato sull’eccellenza, è stato un vero orgoglio nazionale» dice il presidente Figc Gravina. I risultati economici sono immediati: in meno di 24 mesi, il Napoli triplica il fatturato legato agli introiti di merchandising. È un boom, anche nella creatività. «La lealtà è il collante anche del gioco di squadra, per questo sono felice di rinnovare la collaborazione con il Napoli, una squadra che ha dato prova di grande coesione e carattere», spiegava Giorgio Armani nel raccontare il motivo di questo matrimonio che va avanti, senza intoppi, da cinque anni. E che è già al lavoro per le maglie dello scudetto della prossima stagione.
E tutte le divise di allenamento per allenatori e staff. Armani è stato a Napoli anche per la festa dello scudetto ‘23: i suoi rapporti con Valentina De Laurentiis, style designer della società campana, sono stati frequenti. De Laurentiis scelse Giorgio Armani perché è da sempre il totem della moda. E la collaborazione con il Napoli è stata la naturale estensione del suo amore per lo sport (è presidente e sponsor nel basket anche dell’Olimpia Milano). Quella con il Napoli è una collaborazione fortemente improntata all’innovazione: l’accordo prevede, infatti, lo studio della creatività delle divise ufficiali di gara e di tutto il materiale tecnico della prima squadra.
Il racconto
De Laurentiis spiegò così i motivi dell’autoproduzione con il marchio EA7: «Tutto nasce dalle firme dei contratti dei calciatori: io dicevo che se volevano venire nel Napoli dovevano distruggere il contratto che avevano con certi sponsor tecnici». Il patron svelò il modo per farsi dire di sì da Armani: «Gli ho detto queste testuali parole: “Mi presti il tuo marchio se mi auto-produco il materiale?”. Così abbiamo iniziato questa attività. Mia figlia appena laureata in psicologia si è interessata a questo. Perché l’ho fatto? Mi sono inquietato perché ho sempre dato importanza ai numeri, se io ho 83 milioni di simpatizzanti in Occidente e 15 milioni negli Stati Uniti e Canada e loro mi vendevano 54 maglie in America, a me venivano le convulsioni». L’alleanza con Armani è stata geniale. Nessuno è stato capace di avvicinarsi al Napoli nella produzione dei suoi capi di abbigliamento.
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