PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Alessandro Pazzanese: “Napoli incerottato, ecco il migliore e il peggiore…”

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Ecco il Pentagramma Azzurrissimo di Alessandro Pazzanese. Riflettori puntati come sempre su due protagonisti del Napoli: il migliore e il peggiore in campo.

NOTA INTONATA

RASPADORI: E’ una menzione che va ben al di là del fatto di essere l’autore del gol del pareggio. L’attaccante del Napoli e della Nazionale ha, infatti, fornito due grandi dimostrazioni: la prima è di natura tattica, cioè che si tratta di un giocatore sì duttile e polivalente, ma più che mai a suo agio quando gli si presenta l’occasione di giocare al fianco di una punta di peso. Anche quando la squadra nei minuti finali ha drasticamente ridotto, vuoi per natura fisica o di scelte ‘numeriche’, le situazioni di attacco nell’area di rigore biancoceleste, dai suoi piedi, e in special modo dalla sua posizione, potevano sempre nascere potenziali giocate, su tutte la conclusione sulla cui respinta è arrivato anche l’autogol del momentaneo vantaggio. La seconda dimostrazione, invece, è di natura prettamente caratteriale: ed è forse il merito più grande sia suo sia di Conte, quello di tenere sempre pronto e sul pezzo un giocatore poco impiegato ma potenzialmente sempre importante quantomeno dalla trequarti in su. “Ci mancava solo che mi toglievano pure lui…” ha tuonato il mister in conferenza stampa. Voto 7.

NOTA STONATA

RRAHMANI: La difficoltà di scegliere un peggiore dopo una gara del genere, paradossalmente, sta proprio nel fatto che, le pecche che hanno portato il Napoli ancora una volta a pareggiare invece che a vincere, sono prima di tutto di natura numerica prima ancora che di natura personale. Si può discutere finché si vuole, ad esempio, della leggerezza di Juan Jesus di non aver fermato (anche magari con le cattive) l’avanzata di Dia, ma probabilmente il brasiliano ancor prima di compiere un’ingenuità ha semplicemente temuto che già in una situazione sufficientemente complicata a livello di assenze, e per di più con un altro centrale difensivo appena rientrato e sicuramente non con una partita intera nelle gambe, lasciare la squadra in dieci, seppur per pochi minuti, poteva essere la scelta più rischiosa. L’errore di Rrahmani, invece, è quantomeno l’unico di una partita tutto sommato complessivamente buona da parte dell’incerottato Napoli (decisamente la migliore prestazione di questi tre pareggi consecutivi), a non avere una spiegazione ragionevole e ragionata: il difensore ex Verona aveva da subito palesato difficoltà in particolare sulle incursioni di Zaccagni ed Isaksen, quel colpo di testa improvvido che ha regalato il vantaggio i biancocelesti è stato lo specifico emblema di una prestazione meno lucida del solito. Voto 5,5.

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