NAPOLI. Zola: “Uno come Kvaratskhelia è merce rara, Lobotka lo voleva il Chelsea”
Gianfranco Zola intervistato da Pino Taormina per Il Mattino. Ecco alcuni passaggi.
Da Spalletti a Conte: sono trascorsi 16 mesi ma sembra una vita.
«Diciamo che sorprende la rapidità con cui ha sistemato le cose: solo lui poteva riuscire a risollevare una squadra precipitata così a fondo, in così poco tempo. Ma è la sua specialità».
Kvara, il suo Best, non sembra vivere un grande momento.
«Ci sta, succede. I talenti possono vivere delle giornate storte: succede a Dybala, Lautaro che sono quelli che incantano con le giocate. Io credo, poi, che le sofferenze dello scorso anno, hanno aiutato Kvara a crescere ancora di più, a farlo maturare nella sofferenza: ma è merce rara saltare uomo, puntare il difensore, saltarlo…».
Già, lo ha detto lei: merce rara.
«Sì, c’erano Baggio, Del Piero, Totti, Maradona e tanti altri: era un calcio palleggiato, dove i calciatori prendevano l’iniziativa, si assumevano le responsabilità dell’uno contro uno, cercano la fantasia. Ora invece c’è una organizzazione più attenta rispetto al passato. E allora i numeri 10 sono un po’ passati di moda».
A proposito di Kvaratskhelia, in Premier come lo vedrebbe?
«Benissimo. Ma avrei visto bene anche Lobotka: quando io e Sarri eravamo ai Blues lo abbiamo cercato, abbiamo tentato di prenderlo. Aveva le stesse caratteristiche che adesso lo rendono uno dei registi più forti al mondo. Come lo è anche Jorginho».
Il Var non è sfuggito di mano?
«Lo stanno utilizzando troppo spesso proprio per cercare di eliminare gli errori. Diciamo che dovrebbe essere più veloce, più snello, con meno zone grigie».
A Empoli il Napoli non ha dato spettacolo.
«È primo ed è quello che conta. Vincere in questo momento della stagione è importante, non tutto è ancora definito. Poi Conte, senza le coppe, ha l’opportunità di lavorare in maniera costante sull’unica gara della settimana».
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