NAPOLI. Beukema sotto accusa: “Fa teatro, simulazione imbarazzante…”
Sam Beukema era entrato per chiudere la porta del Napoli. L’ha spalancata. All’89° minuto Napoli-Roma è sul 3-2. Allegri lo ha messo in campo al posto di Badiashile infortunato. Non è riuscito a mantenere il blocco basso, è uscito spesso male, è stato punito in occasione del gol di Soulé. Ed è tanto più grave quel che (non) ha fatto sulle due marcature di Balerdi.
Aveva un solo compito, uno: incollarsi all’avversario, fare di tutto per difendere quel risultato che ha un valore immenso. Fa l’opposto. Fa teatro. A cominciare da quando va giù una prima volta nei pressi della propria area di rigore. Successivamente, si abbandona a una simulazione imbarazzante. Il contatto con Balerdi è ridicolo. Viene sfiorato, niente di più. Ha perso il tempo, s’è perso l’uomo. Il difensore lo capisce, si accascia per terra, mano sulla pancia e una sulla faccia. Finge un fallo che non esiste. E resta lì, per terra, a guardare l’arbitro Colombo nella speranza che possa arrivare il fischio che invalida tutto. Che salva capra e cavoli. Che gli toglie la responsabilità (certo, non è l’unico colpevole ma ha grandi responsabilità). Ma il direttore di gara non abbocca. Lascia giocare e fa bene.
“Il gol del 3-3? Beukema prima cade a terra, poi si rialza e cade a terra nuovamente – analizza Marelli a DAZN -. Balerdi copre con la sua figura lo stesso Beukema, che perde il contatto col giocatore perché a terra e Balerdi salta da solo. C’è un leggero movimento del giallorosso col braccio destro, ma lo tocca col braccio. L’unico contatto che vedo è braccio contro braccio, un contatto molto leggero. Non c’è materiale per richiamare l’arbitro alla on-field-review”.
Ed è li che va tutto a carte e quarantotto. Perché l’azione prosegue. La palla arriva a Wesley largo a destra. E Beukema, redivivo, ritrova la forza nelle gambe. Scatta in piedi come se nulla fosse. Si rende conto della frittata e prova a tornare su Balerdi. Tardi. Troppo tardi. Balerdi ha già preso il tempo, stacca da solo in area piccola e fa 3-3. Beukema arriva a babbo morto, a un metro e mezzo, a guardare il pallone che entra. Poi cosa fa? Si ributta giù. È la seconda volta. Attende che il VAR faccia un cenno. Come se buttarsi due volte rendesse vero il primo tuffo. Check veloce, contatto minimo, gol regolare. L’ha fatta grossa per nulla.
Non è sfortuna. È follia pura. All’89°, con un gol di vantaggio e tre punti in palio, non cerchi l’arbitro. Cerchi l’uomo. Lo prendi, lo butti giù (se serve), ti fai anche ammonire. Qualunque cosa, ma dalle tue parti non deve volare una mosca. E per finire a terra in quel momento devi essere travolto da un camion.
Maurizio De Santis per FANPAGE
Condividi questo articolo: